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Mar, Giu
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Luoghi della Fede - Madonna della Spina

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Il santuario della Beata Vergine della Spina si trova a Pralormo non distante dal laghetto artificiale, detto appunto della Spina, realizzato nel 1827 per volere del conte Carlo Beraudo di Pralormo e del marchese Carlo Emanuele Ferrero della Marmora.
A quel tempo il laghetto veniva indicato come un esempio di alta ingegneria idraulica.
Una piccola oasi di silenzio: dal 1991 l’attiguo monastero è abitato da una comunità di monache di clausura che curano anche il santuario. Secondo la tradizione, a differenza di altri luoghi di culto, il nome non deriva dalla presenza tra le reliquie di una “spina della croce di Cristo”, ma da un evento miracoloso accaduto verso la fine del Cinquecento, quando la spina di un cespuglio ferì l'occhio sinistro di un’immagine della Madonna raffigurata su un pilone da tempo abbandonato in mezzo ai rovi. Dalla ferita sarebbe uscito del sangue. Alcuni viandanti si accorsero del fenomeno e la voce del prodigio si sparse rapidamente nei dintorni dando vita a un grande afflusso di fedeli. Una variante del racconto narra che nessuno ebbe il coraggio di rimuovere la spina, rimasta conficcata nell’occhio, e che alla fine questa venne tolta da un uccellino. Sul luogo venne costruita una cappella.

L’odierno santuario si presenta come una chiesa a navata unica divisa a metà da una cancellata in ferro battuto di recente installazione che delimita lo spazio dove le monache di clausura si riuniscono per pregare. All’esterno svettano due campanili laterali e un piccolo portico.