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Questo tempo che stiamo vivendo

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Carissimi lettori, ci conosciamo ancora poco e condividere qualche pensiero, a meno di due mesi dall’inizio di questa nuova esperienza

a Nichelino, può essere l’occasione per iniziare o continuare questo percorso di conoscenza.Commentando un brano di Vangelo qualche giorno fa, ho letto una riflessione che mi ha aiutato a cambiare la prospettiva dei miei sguardi. Il Vangelo riportava questo rimprovero di Gesù: “Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?”

Mi sembrano parole quanto mai attuali. Perché non sappiamo valutare questo tempo? Che cosa sta succedendo all’uomo? Sembra che non ci sia un limite all’orrore.

Nonostante questo gli esseri umani, con tutti i loro limiti, non sono poi così male: ci capita continuamente di incrociare delle belle persone, dei cuori generosi, eppure ci succede anche di non vederle, perché avvelenati dalla violenza che ci circonda o che ci viene raccontata dai telegiornali.

Perché questo tempo non sappiamo valutarlo? L’intuizione - che non è mia - mi è sembrata bella e incisiva. Era un invito a fissare lo sguardo sul desiderio di novità che ci portiamo dentro. Cercare intorno a noi le cose nuove.

Può sembrare banale, ma spesso sono le intuizioni semplici a fare la differenza. La cattiveria dell’uomo non è una cosa nuova, le guerre non sono una cosa nuova, le crisi di qualunque tipo, politiche, ambientali, economiche, ecclesiali ormai non sono più una novità, forse lo sono state, ma indubbiamente non sono le novità che cerchiamo.

Una donna che, tenuta come ostaggio, una volta liberata dice al suo sequestratore Shalom, pace, è un racconto nuovo in mezzo alle notizie terribili di questi giorni, un gesto di una forza incredibile, che raggiunge qualunque uomo di buona volontà e forse anche il cuore degli uomini violenti. Questo germoglio di umanità nuova ci dice che il tempo che stiamo vivendo custodisce dei tesori.

Chissà se altri hanno imitato il suo esempio... Tornando a casa la sera, magari dopo essersi salutati malamente al mattino, hanno regalato una carezza e una parola di pace al proprio figlio, al proprio papà, alla propria mamma, al proprio compagno di scuola. Condividiamo le cose nuove e belle che troviamo intorno a noi. Costruiamole insieme.

Abbiamo celebrato all’inizio del mese la solennità di tutti i Santi: tra i loro meriti indubbiamente c’è quello non solo di aver cavalcato il desiderio di novità, ma anche quello di averci portato nel nuovo, di aver aperto sentieri mai percorsi prima, strade che non avevamo visto e che invece si sono rivelate modi sorprendenti di vivere la vita, di stare con gli altri.

Forse il più delle volte la novità ci spaventa, perché si perdono i punti di riferimento. È quando siamo smarriti che vale la pena di pescare nel tesoro della nostra fede, perché è lì che possiamo cercare gli strumenti per comprendere il tempo che stiamo vivendo e per ritrovare il nostro orizzonte di vita. Dio Padre nell’incarnazione del Figlio ci ha mostrato il “nuovo” per eccellenza, Colui che fa nuove tutte le cose.

Auguriamo a tutti di poter vivere il tempo imminente dell’Avvento come l’occasione per riscoprire la presenza di colui che fa nuove tutte le cose.

Don Davide Chiaussa
Parroco