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Bibbia per tutti - Erode, detto il grande

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Gesù nasce quando a Gerusalemme regna Erode “il grande” che i Vangeli ci presentano come crudele, violento ed infanticida.

Il suo nome significa “discendente di eroi”, ma in realtà sua madre Kipros era araba e suo padre Antipatro era il maggiordomo di Giovanni Ircano (figlio di Simone Maccabeo sommo sacerdote). Erode non è né ebreo né nobile: Giuseppe Flavio, storico ebreo-romano, lo inquadra così: “un privato qualunque, semigiudeo, sempre proclive a sommosse e lieto di sconvolgimenti”.

 Erode nasce nel 73 a.C., cresce a corte e nel 47 viene nominato governatore della Galilea per la sua simpatia verso la politica romana, ma sette anni dopo deve fuggire a Roma per salvarsi  dall’invasione dei Parti. Qui il nostro Erode impara a fare politica e diventa prima amico di Giulio Cesare, poi di Cassio e quando costui cade in disgrazia passa al partito di Antonio e Ottaviano. Il suo continuo trasformismo politico farà sì che nel 40 a.C. Augusto lo nomini re (agli ordini di Roma) della Giudea. Sale al Campidoglio e offre a Giove Capitolino il rituale sacrificio di ringraziamento adorando la statua della divinità-idolo romana con grande scandalo degli ebrei della capitale e della Palestina quando lo vengono a sapere. Arrivato da re fantoccio a Gerusalemme, si reca a ringraziare il Dio di Israele e per tenere buoni sacerdoti e fedeli promette di ampliare e ristrutturare a proprie spese il tempio. Infatti decreta l’aumento delle tasse per gli ebrei e una notte con la sua squadra si reca alla tomba del re David da dove “preleva” il tesoro per finanziare opere di costruzione del tempio, della sua magione e del castello destinato ai soldati romani, cioè la fortezza Antonia.  Nel 31 a.C Ottaviano Augusto lo nomina re di tutta la Giudea, la Galilea, la Samaria e delle città ellenistiche sulla costa mediterranea fino ai confini con l’attuale Libano. Da questa nomina la sete di potere di Erode non avrà più limiti, insieme all’ossessione di congiure e possibili colpi di stato. Ha il terrore di non essere benvoluto sia dagli ebrei che dai romani: inizia così una serie di avvenimenti che descrivono molto bene il carattere e le psicosi del nostro reuccio.

Nel suo primo decennio mette a morte molti membri del sinedrio che non lo stimavano: poi fa uccidere il nonno di sua moglie avente diritto al trono in caso di morte dello stesso Erode. Poco dopo a Gerico fa affogare in una piscina il cognato Aristobulo che lui stesso aveva fatto eleggere sommo sacerdote all’età di 16 anni per disaccordi sulla gestione del tesoro del tempio. Nel 29 a.C. uccide personalmente la moglie Mariamne e la suocera Alessandra per gelosia. I suoi primi due figli erano a Roma presso la corte di Augusto per ricevere un’educazione romana: avvertiti della morte della madre partono per Gerusalemme… Erode li uccide entrambi e con loro circa trecento soldati con l’accusa di congiura. Nel suo ultimo anno di via fa uccidere il suo terzo figlio Antipatro che lui stesso aveva designato come erede al trono (… forse gli disse “sta sereno”). Lo storico Macrobio riporta che quando Augusto lo venne a sapere così commentò: “melius est Herodi porcum esse quam filium”, cioè “meglio essere un porco di Erode che essere suo figlio”, visto che per un ebreo la carne di porco è proibita e quindi non lo uccide.

Lo storico Giuseppe Flavio lo descrive così “… uomo crudele verso tutti indistintamente, dominato dalla collera”. Anche la strage dei bambini di Betlemme sembra un fatto storico; lo confermerebbe Macrobio: “Augusto venne a sapere dei bambini uccisi in Siria da Erode”. Prossimo alla morte, fece rinchiudere in un ippodromo parecchi ricchi ed importanti giudei ordinando che fossero uccisi dopo il suo decesso, così che tutta Israele fosse in lutto e piangesse in quel giorno.  Muore “roso alle pudende dai vermi con la pancia aperta”, come riferisce Giuseppe Flavio. Il suo regno viene diviso da Augusto tra i tre figli di seconde e terze nozze.

Termino con quanto riporta il vangelo apocrifo di Bartolomeo. Gesù va negli inferi dopo la sua morte e libera le anime dei dannati: tutte meno quelle di Caino, Giuda ed Erode che rimangono a far compagnia a Satana.

Buon Avvento a tutti!

Enrico de Leon