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Cristiani e cittadini

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Dalla lettera pastorale "Uomo o cristiano?" (1974) del Card. Michele Pellegrino: ... Gesù dichiara

qual è la missione che gli è stata affidata dallo Spirito del Signore: "Mi ha mandato per annunciare ai poveri un lieto messaggio; per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi e predicare un anno di grazia del Signore" (Lc 4,18-19). Dunque nè l'annuncio di Dio dimenticando l'uomo, nè la liberazione dell'uomo dimenticando Dio...

Il Concilio è chiaro in proposito. "Il cristiano che trascura i suoi impegni temporali trascura i suoi doveri verso il prossimo, anzi verso Dio stesso..." (Gaudium et spes n. 43).

Se si dimentica questo, l'evangelizzazione è intesa in senso riduttivo. "La missione propria che Cristo ha affidato alla sua Chiesa non è di ordine politico, economico e sociale: il fine, infatti, che ha prefisso è di ordine religioso" ( Gaudium et spes n. 42). Questo non significa che la Chiesa possa essere indifferente e neutrale di fronte a tutto ciò che riguarda l'uomo totale, situato nel suo ambiente storico.

La Chiesa evangelizza e promuove lo sviluppo dell'uomo e la liberazione dai suoi mali, è impegnata in questo campo in quanto deve collaborare all'attuazione del disegno divino: "Ogni genere di discriminazione nei diritti fondamentali della persona, sia in campo sociale che culturale, in ragione del sesso, della stirpe, della lingua o religione, dev'essere superato ed eliminato, come contrario al disegno di Dio" (Gaudium et spes n. 29). Non c'è contrasto tra "salvezza cristiana" e "liberazione umana". Il Dio cristiano è un Dio compromesso con la storia dell'uomo.

Tali riflessioni sono quanto mai attuali. Viviamo una realtà sociale e culturale frammentata, sfiduciata, intollerante, che fatica a ritrovare le ragioni del vivere insieme. Va promossa, a partire dal proprio territorio, una convivenza umana orientata alla partecipazione responsabile, al confronto, al riconoscimento e rispetto reciproco.

La Chiesa torinese si sta interrogando su come accompagnare il discernimento vocazionale di ognuno, va colta in questa riflessione l'importanza di sostenere una maggiore consapevolezza del senso e valore dell'impegno nel sociale.

Impegno finalizzato a promuovere, innanzitutto, riflessioni plurali nella società, per saper meglio leggere, interpretare la realtà che viviamo e far emergere quei contenuti valoriali necessari a un progetto di società il più possibile condivisa, solidale, pacificata; che metta al centro le persone e la loro pari dignità. Impegno che riconfermi il metodo di lavoro "dell'Agorà" : un dialogo tra vari soggetti (singoli e collettivi) che valorizzi ruolo, capacità, responsabilità e vocazione di ogniuno.

"Predicare il Vangelo ad ogni creatura" (Mc 16,15), quindi, è compito della Chiesa e di ogni cristiano, ma non si tratta solo di annunciare, far sapere una rivelazione, ma di riconoscere una proposta d'amore, di comunione che, se accettata, produce impegno e stile di vita nel mondo, alla ricerca del bene comune e di ogni persona e  mette al centro "la presenza dei cristiani nei gruppi umani, animata da quella carità, con cui ci ha amato Dio, il quale vuole appunto che anche noi reciprocamente ci amiamo con la stessa carità." (Ad gentes n.12).

Alessio Gardin

(Commisione di Pastorale Sociale e del Lavoro U.P. 55)