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Dom, Giu
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Bibbia per tutti - E Ninive si convertì

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Abbiamo lasciato Giona sull’asciutto, su una spiaggia che il testo non indica.

Qui Dio lo coinvolge nuovamente: “alzati, va a Ninive  e annuncia quanto ti dico”. Stavolta il nostro profeta non obietta, obbedisce e va, vince le paure, si fida di Dio e inizia a predicare.

“Ninive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino”, prima Giona era rimasto tre giorni nella pancia del pesce, ora per tre giorni annuncia alla città la Parola: “ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta”. Giona non specifica perché, non dice che la loro cattiveria li sta portando alla rovina, non minaccia, non predica la conversione, non fa il savonarola. Si limita a portare il messaggio ed ottiene un risultato incredibile! “I cittadini di Ninive cedettero in Dio: proclamarono un digiuno, vestirono di sacco grandi e piccoli”, cioè ricchi e poveri. Persino “il re di Ninive si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a seder sulla cenere” (3, 5-6); proclama un digiuno e chiede a tutti di pregare per il Dio di Giona con tutte le loro forze.

Scrive il biblista Marco Chiolerio:  “è un effetto incredibile, gli abitanti di Ninive prestano fiducia nel Dio di Giona e non nei propri idoli. La città sanguinaria, traditrice, piena di rapine, insaziabile saccheggiatrice, prostituta che attirava i popoli con le sue fornicazioni e stregoneria (così il profeta Nahum descriveva  Ninive) di punto in bianco si rivolge a Dio”.

Il commento rabbinico al libro di Giona aggiunge al testo questa notazione: “gli abitanti di Ninive alzarono anche i loro stessi figli al cielo gridando al Santo Benedetto: in favore di questi bambini innocenti che non hanno mai assaggiato il peccato, ascolta le nostre preghiere e non farci morire!” (Midrash Yonà).

Il re di Ninive emana un decreto che si conclude in questo modo: “ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani. Chissà se Dio non cambi e si ravveda?” (3,9). Ci troviamo al nucleo di questo libricino: se l’uomo cambia, il mondo cambia e vede Dio cambiare.

Dio non è mutevole, non è come noi che cambiamo di umore e di opinione. Sono i nostri occhi  che si trasfigurano e finalmente capiamo e vediamo la realtà spirituale cosi com’è. La volontà di Dio è sempre per il bene. Ci basta convertirci, cioè cambiare direzione, girare il capo e lo sguardo, cercare i suoi occhi e li troviamo già alla ricerca dei nostri.

Dio non condanna nessuno, non minaccia né odia nessuno: siamo noi con il nostro comportamento, le nostre scelte, i nostri peccati che decidiamo da che parte stare. Siamo noi a distruggere vite e città, a produrre guerre e fame. Il libro di Giona ci ricorda che basta un piccolo cenno di pentimento, il proposito di cambiare vita, il riconoscimento della nostra precarietà, perché Dio ci corra incontro e ci abbracci donandoci pace e capacità di misericordia.

“Dio vide le loro opere, che si erano convertiti dalla loro condotta malvagia” (3,10) e la città di Ninive non verrà distrutta come aveva invece profetizzato Giona.

Così si conclude il capitolo, con questo annuncio di misericordia: ma in realtà Ninive è stata distrutta: la vecchia città malvagia e peccatrice non esiste più, la conversione dei suoi cittadini ha dato vita a una nuova Ninive, costruita ora dal bene e dalla giustizia, dal perdono e dall’armonia. Ma il nostro amico Giona non lo sa, lui ha obbedito a Dio, ha predicato e annunciato la rovina, ma non è ancora pronto ad entrare profondamente in quell’ottica inusuale ed inaspettata di un Dio che non giudica ma perdona. “Giona usci dalla città e sostò a oriente di essa. Si fece lì una capanna in attesa di vedere ciò che sarebbe capitato”.

Ve lo vedete Giona seduto in prima fila, al sicuro nella sua casupola, in attesa dello spettacolo da lui annunciato? Ve lo vedete che pensa: i quaranta giorni sono passati, ora Dio distruggerà Ninive come io ho detto, così quei cattivoni avranno finalmente quello che si meritano, così si imparano  questi ladri, assassini, di religione diversa, corrotti e corruttori e delinquenti! Ed ioc he sono giusto mi godo lo spettacolo da questa collina.

Ed allora lasciamolo lì in attesa il nostro amico Giona che tanto – come vedremo la prossima volta - ci assomiglia!

Buona Bibbia a tutti.

Enrico de Leon