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Natale, è questa la novità

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- di don Gianfranco Sivera -
L’anno scorso, al termine della S. Messa di mezzanotte, un caro amico nel farmi gli auguri mi ha consegnato un regalino.
L’ho aperto e sono rimasto molto stupito nel trovare un piccolo vasetto di colla. Ho aperto anche il biglietto d’auguri e ho letto: “Gesù è venuto tra noi per insegnarci a rimanere per sempre uniti. Incollati, gli uni agli altri”.

E’ questo l’augurio che, con tanto affetto, rivolgo a tutti voi. Il bambino Gesù deposto nella mangiatoia attira a sé da duemila anni gli uomini di ogni stirpe e popolo. E’ la lezione che impariamo contemplando i presepi che decorano le nostre chiese e le nostre case. Gesù è al centro, ma lì vicino, uniti e stretti in un grande abbraccio ci sono uomini e donne che praticano i mestieri più disparati, ci sono ricchi e poveri, bambini e anziani, europei e migranti, potremo persino immaginare.

In una società come la nostra, che per tante ragioni fa sempre più difficoltà ad essere unita e coesa , il Natale di Gesù è un messaggio di comunione, di unità e di pace. Almeno oggi, riscopriamoci tutti figli di un solo Dio che ha tanto amato il mondo da donare a noi il suo Figlio Gesù che con la sua venuta ci ha resi fratelli e sorelle, chiamati da ogni parte della terra a costruire la famiglia dei figli di Dio.

Natale è sempre una nascita, un inizio, una novità.

Come ogni nascita, anche quella di Gesù interpella la libertà e la responsabilità di tutti noi. Natale è una richiesta rivolta a tutti, cristiani e non, è un’invocazione d’aiuto. Come ogni neonato anche Gesù bambino con il suo tenero vagito ci ripete: “Ho bisogno di te”.

Diamoci da fare perché nessun bambino della nostra città sia privo di ciò che è necessario per la sua crescita. Impegniamoci perché in tutte le famiglie si riscopra l’armonia e la volontà di affrontare ragionevolmente e con rispetto reciproco difficoltà e contrasti. Attiviamoci perché sia offerto a tutti un lavoro dignitoso che garantisca un futuro sereno per sè e per i propri figli. Seminiamo il seme della pace che gli angeli hanno annunciato nella notte santa di Betlemme.

Dalla pace accolta, vissuta e trasmessa sgorgherà la giustizia e l’attenzione reciproca perché a nessuno vengano negati il pane, il lavoro, una casa dignitosa e un futuro di speranza.

Chiunque segue Cristo l’uomo perfetto, diventa anch’egli più uomo”(GS 41). Non c’è Natale che non mi torni in mente questa bellissima espressione del Concilio. Il Natale di Gesù è un monito rivolto alla nostra umanità: essere uomini, più uomini, veri uomini, significa diventare più capaci di accoglierci, di rispettarci, di camminare uniti.

Troveremo la vera felicità soltanto seguendo le orme di Cristo che da ricco si è fatto povero. Di fronte a Gesù bambino, avvolto in fasce e deposto nella mangiatoia penso a questa frase di Leonardo Boff: «Tutti vogliono crescere nel mondo, ogni bambino vuole essere uomo. Ogni uomo vuole essere re. Ogni re vuole essere “dio”. Solo Dio vuole essere bambino».

Dio nella piccolezza: è questa la forza dirompente del Natale. L'uomo vuole salire, comandare, prendere. Dio invece vuole scendere, servire, dare. È il nuovo ordinamento delle cose e del cuore. Natale è il capovolgimento dei criteri e dei valori mondani. Siamo grandi solo quando ci facciamo piccoli.

Non sarà venuta l’ora di mettere in pratica questa straordinaria lezione?

Don Gian Franco Sivera

Parroco Madonna della Fiducia e San Damiano