17
Lun, Dic
78 New Articles

Bibbia per tutti - Il Libro di Ruth (3)

Proposte
Typography
Abbiamo visto la volta scorsa come Ruth, la moabita, abbia avuto il permesso di spigolare nei campi di Booz
e, grazie a questo, abbia potuto mantenere la suocera Noemi e se stessa. Anzi, grazie alla generosità di Booz, sia riuscita ogni giorno a portare a casa di che sfamarsi.

Ma la situazione ritorna problematica per le due vedove. Il periodo della mietitura finisce  e con esso anche la prospettiva di guadagno. Che fare? Noemi, da brava ebrea che conosce bene la Scrittura, dà a Ruth un consiglio che a noi, poco esperti della Bibbia, suona un po’ strano o a dir poco osé. “Figlia mia, non devo forse cercarti una soluzione, perché tu sia felice? Booz è nostro parente e proprio stasera deve ventilare l’orzi sull’aia. Lavati, profumati, mettiti il mantello e va da lui. Ma non farti riconoscere prima che Booz abbia finito di bere e di mangiare. Quando si sarà coricato va e sdraiati ai suoi piedi”. Sembra un vero e proprio invito alla seduzione, neanche fosse un’attricetta di Hollywood! Invece Booz quando se la trova vicino non ne approfitta, anzi la loda dicendo: “questo tuo secondo atto di misericordia (n.d.r. il primo era stato quello di occuparsi della vecchia suocera vedova) è ancora migliore. Quindi figlia mia non temere,  farò per te tutto quello che chiedi perché sei una donna di valore e perché io ho il diritto di riscatto. Io ti riscatterò, lo giuro davanti a Dio”.

Cosa significa tutto questo?

Nella Torah, la legge di Israele, c’è un’indicazione, chiamata “legge del levirato” (dal termine “levir” che in latino significa cognato) che dice: “quando un fratello muore senza lasciare figli, la moglie del defunto non si sposerà con uno di fuori, con un estraneo. Suo cognato si unirà a lei e se la prenderà in moglie compiendo così verso di lei il dovere di cognato. Il primogenito che ella metterà al mondo andrà sotto il nome del fratello morto perché il nome di questi non si estingua in Israele. Se non ci sono fratelli la darete in moglie ai parenti del padre, se non ve ne sono darete la sua eredità al parente più stretto nella sua famiglia”.

E’ il caso di Ruth con parenti più o meno prossimi in Betlemme tra cui il nostro Booz.

Qual è in sostanza il significato di questa legge del levirato? Da un lato, prettamente economico, è quello di non disperdere l’eredità con estranei; dall’altro, essenzialmente spirituale, la consapevolezza che nei figli vivi alla venuta del Messia sarebbero state redente tutte le famiglie di Israele. Era quindi importante e categorico che ogni famiglia si prolungasse. Ruth con il suo comportamento ricorda a Booz la legge d’Israele e quale debba essere il suo dovere verso la stirpe dei parenti Emlimelek e Noemi.

E’ tutto risolto? No, c’è ancora un granello di sabbia che ferma il meccanismo. Booz si ricorda: “c’è un altro che è parente più stretto di me e se lui vorrà riscattarti ha il diritto di farlo”. 

Così segue alla lettera la procedura prevista in questo caso. “Di buon mattino salì alla porta della città e lì si sedette. Ed ecco passare colui che aveva il diritto di riscatto di cui aveva parlato con Ruth”. Booz convoca dieci anziani come giudici e propone a quest’uomo, di cui non si dice il nome, di riscattare: “il pezzo di terra che apparteneva al nostro parente Elimelek che Noemi ha messo in vendita compralo tu, davanti ai testimoni, perché ne hai diritto. Quegli rispose: lo compro io”. L’idea di diventare proprietario a prezzo stracciato di un terreno approfittando del bisogno di chi lo vende fa gola al nostro innominato. Come vedete passano i millenni, ma il cuore dell’uomo è sempre lo stesso! Quanti affari si compiono sulla fame, sulle miserie, sul bisogno dei poveri, dei diseredati e di chi è con l’acqua alla gola!

Ma Booz non ha finito: “Ah dimenticavo un piccolo dettaglio: oltre al terreno di Noemi tu dovrai riscattare anche Ruth, la moabita, moglie del defunto e prenderla in moglie”. Ve lo vedete l’innominato che impallidisce, traballa sulle gambe al solo pensiero di mettersi in casa come ulteriore moglie una straniera, per di più moabita (…come chiedere ad un ultras della Lazio di sposare una discendente di Anna Frank!). Quindi fa marcia indietro: “Non posso farlo! Danneggerei la mia stessa eredità! (eh già, la straniera diventerebbe erede anche dei suoi terreni!) Subentra tu caro Booz”.

Così davanti ai giudici di Betlemme Booz può affermare. “Voi siete oggi testimoni che io ho acquistato tutto quanto apparteneva a Elimelek e che prendo in moglie Ruth la moabita per mantenere il nome del defunto sulla sua eredità”. In realtà Booz, il convertito al rispetto della Torah dal comportamento della straniera, è innamorato di Ruth ed è ben felice della scelta che ha fatto, tant’è che da lì a poco “il Signore le accordò di concepire: ella partorì un figlio maschio di nome Obed”.

Termineremo il mese prossimo la storia di Ruth in quanto per diverse questioni è collegata alla festa di Natale. Per adesso buona Bibbia a tutti!

Enrico de Leon