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Gio, Ago
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Bibbia per tutti - Ruth, donna straniera

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Nella Bibbia ebraica (ed ora fortunatamente anche in molte Bibbie cattoliche) dopo il libro dei Proverbi troviamo
un gioiellino di soli quattro capitoli: il libro di Ruth. Anticamente la versione greca e latina della Bibbia annoverava questo racconto tra i libri storici dopo il libro dei Giudici a causa dell’incipit: “al tempo dei giudici ci fu nel paese una carestia e un uomo con la moglie e i suoi due figli emigrò da Betlemme di Giuda nel territorio di Moab” (Ruth 1,2). Moab è ad est del Mar Morto, al giorno d’oggi è in territorio giordano, e i moabiti pur essendo un popolo semita, molto simile agli israeliti, era considerato nemico dal popolo della promessa e simbolo di idolatria e perversione: del resto Sodoma e Gomorra erano proprio lì a due passi e le guerre tra Moab e Israele furono numerose. “L’uomo si chiamava Elimelec (il mio Dio è re), sua moglie Noemi (Mia Dolcezza) e i suoi due figli Maclon e Chlion (Malattia e Fragilità)”. Già dai nomi si capisce dove lo scrittore vuole andare a parare e infatti… “Elimelec morì. I suoi due figli sposarono donne moabite. Abitarono in quel luogo per dieci anni. Poi morirono anche Maclon e Chilion e la donna rimase sia vedova che senza figli”.

Abbiamo tre donne. Tre vedove nel lutto e senza prospettive né economiche né affettive, costrette a mendicare, a diventare schiave o peggio ancora a prostituirsi per sopravvivere. E qui non possiamo non pensare a quante straniere nei nostri paesi si trovino costrette a situazioni umilianti e senza dignità per tirare avanti.

A Noemi non resta che una scelta: tornarsene a Betlemme sperando in qualche anima buona che l’aiuti. Intima alle due nuore di non seguirla. Quale futuro avrebbero in Israele? Quale accoglienza per due moabite, visto che la Scrittura (Deut. 23, 4 – 5) dice “l’Ammonita e il Moabita non entreranno mai nella comunità del Signore…”.

Moab al tempo di Giudici, 1200 a.C.) è il nemico numero uno, come potrebbero le due vedove vivere circondate dal sospetto e da sguardi di odio? Penso a come noi guardiamo a volte gli immigrati stranieri, alla convinzione che ci rubino lavoro e tranquillità, all’idea di ricacciarli a forza nel loro paese!

Di questo ha paura Noemi presentando alle due nuore cosa le aspetta in Israele: “tornate indietro figlie mie!”. Il racconto biblico continua così: “una nuora Orpa (Nuca) si accomiatò con un bacio dalla suocera, l’altra nuora Ruth (Amica) replicò: dove andrai tu andrò anch’io… il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio. Dove morirai tu morirò anch’io! Esse continuarono il viaggio finché giunsero a Betlemme”.

Questo è l’inizio del racconto, ambientato in epoca antica in modo artificioso, perché – ci dicono i commentatori – il libro di Ruth in realtà venne ideato e scritto molti secoli dopo, al tempo di Esdra e Nehemia nel dopo esilio babilonese intorno al 400 a.C.

Cosa succedeva in Israele in quel periodo? Nel 538 il re persiano Ciro concede agli ebrei schiavi a Babilonia il permesso di tornare in patria e di ricostruire sia la loro nazione in autonomia, sia il loro tempio, sia la loro tradizione religiosa e culturale. Gli ebrei ritornano in patria, ma scoprono che sul loro territorio i babilonesi avevano insediato altri popoli (moabiti, ammoniti, cananei e fenici). Gli ebrei che non erano stati deportati ormai si erano mischiati con le popolazioni straniere.

Per farla breve gli ebrei si dividono in due partiti. La minoranza, i tolleranti non vedono nulla di male in questo miscuglio di razze purché Israele resti fedele alla sua fede aperta a tutti i popoli che ricercano Dio con cuore puro. Invece la maggioranza, i puristi come Esdra e Nehemia responsabili politici di Gerusalemme, temono che Israele in mezzo ai pagani perda la sua identità e la sua qualifica di popolo eletto. Combattono innanzitutto il matrimonio dei giudei con donne straniere. Per Nehemia i segni erano chiari: i ragazzi nati da matrimoni misti non parlavano più ebraico, non conoscevano la Scrittura, non obbedivano alla Legge, spesso adoravano divinità straniere…

Ecco che allora intorno al 420 a.C. Esdra e Nehemia, in nome della purezza della razza, ordinano l’espulsione da Israele delle donne straniere sposate con gli ebrei, dimenticando carità, misericordia, tolleranza e gli inviti dei profeti all’universalità della religione ebraica. In questo contesto vede la luce il libro di Ruth, libro profetico e satirico, anti Esdra e anti integralista, politicamente scorretto, voce di quella minoranza che contrastava il potere la politica di quei tempi.

Sarà, come vedremo, una donna straniera a vivere e a comportarsi da vera ebrea. Dio non disdegna il suo impegno, il suo amore per i deboli, la sua fedeltà alla vedova israelita. Anzi sarà lei, una donna moabita, ad essere scelta come antenata del Re David, antenata del Messia.

Ritroveremo Noemi e Ruth al loro rientro a Betlemme il mese prossimo.

Buona Bibbia a tutti.

Enrico de Leon