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Sab, Set
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Un progetto per accogliere i profughi

Dai gruppi
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Sì, possiamo cominciare a parlarne. Prossimamente arriverà in città, in accordo al piano di accoglienza e collocazione temporanea
di primo livello previsto dal Ministero degli Interni e dal Governo, un gruppo di profughi, inizialmente 5, presumibilmente appartenenti all'area geografica sub sahariana.
Le Parrocchie di Nichelino, raccogliendo gli appelli pressanti dell'Arcivescovo Cesare Nosiglia e di Papa Francesco, si sono attivate ed è stata nominata una commissione interparrocchiale con la finalità, per ora, di ragionare su come “appoggiare” e coadiuvare la cooperativa “Liberi Tutti”, che sarà titolare della gestione dell'ospitalità.

Questa collaborazione esterna dovrà essere finalizzata alla ricerca dell'integrazione, e della “vicinanza umana e solidale” della nostra comunità cittadina, ma dovrà anche cercare di supportare, per quanto possibile, le attività di competenza della Cooperativa.

Per maggior chiarezza è bene ricordare che l'accoglienza dei profughi è stata definita con tempistiche ben precise, anche se spesso disattese a causa delle complessità delle procedure di verifica e “selezione” degli aventi diritto .

Viene attivato un Primo Livello di accoglienza: è quello gestito, tramite le Prefetture ed i Comuni, dallo Stato: dura un anno, durante il quale le apposite Commissioni Prefettizie decidono sul riconoscimento dello “status” di rifugiato al profugo, e quindi sulla concessione del permesso di soggiorno o sul rimpatrio coatto. In questo anno, tramite l'affidamento della persona a cooperative o istituti nominati che provvedono alla sistemazione abitativa, al sostentamento alimentare, all'assicurazione sanitaria, al riconoscimento fiscale ecc., si provvede ad un'iniziale “educazione” al nuovo “modus vivendi occidentale”, nonché ad un abbozzo di scolarizzazione ed apprendimento della lingua Italiana. Questo primo livello è finanziato dai fondi predisposti dalla Comunità Europea, i famosi 35 euro giornalieri pro-capite, che molti erroneamente ritengono siano elargiti direttamente al profugo e che tra l'altro - così ci ha riferito la responsabile della Cooperativa, Deana Panzarino - ultimamente stentano ad arrivare.

Ottenuto il permesso di soggiorno, trascorso questo primo anno, congedato dal “luogo di accoglienza” si apre, per il profugo, l'incognita del dove andare, cosa fare e soprattutto come e dove vivere: sono testimoni viventi di questa situazione - lo possiamo verificare ogni giorno - tutte quelle persone, che si contendono l'accattonaggio alle porte dei supermercati, agli angoli delle strade e dei mercati rionali.

È per tutte queste persone che, appunto, l’Arcivescovo e il Papa hanno esortato le parrocchie e le famiglie ad aprire le porte in una accoglienza gratuita, fraterna, integrante. Accoglienza che è stata definita di “Secondo Livello”. Si tratta di un’accoglienza per la quale non si può definire una scadenza temporale... se non nel raggiungimento dell'autonomia e dell'integrazione nella comunità ospitante del rifugiato e fermo restando, ovviamente, i legami di amicizia che inevitabilmente nascono in situazioni di questo tipo.

Il permesso di soggiorno, generalmente, è valido per due anni ed è soggetto a rinnovo previo accertamento dello “status” del profugo (se lavora, dove risiede, se non ha in corso pendenze con la giustizia, se sussistono ancora i requisiti ecc.)

I parroci di Nichelino, in accordo con la commissione interparrocchiale, hanno deciso di proporre alle rispettive Comunità ed ai Consigli Pastorali, di proseguire con l'avvio, appunto, di un secondo livello, al termine di questo primo affiancamento alla Cooperativa “Liberi Tutti”. L’obiettivo sarà quello di essere poco per volta in grado di proseguire autonomamente il percorso iniziato, mettendo in campo risorse umane ed economiche.

Sono già intercorsi i primi confronti con i responsabili della cooperativa, per meglio definire le modalità di affiancamento. È stato chiaro da subito che ci sarà spazio per tutti e che a tutti sarà richiesto un coinvolgimento: gruppi già operanti nei contesti parrocchiali e singoli.

Va da sé che la buona riuscita di questo atto di fratellanza dipenderà molto da quanto tutti i nichelinesi, credenti e non, vorranno “mettersi a disposizione”, non dimenticando ovviamente le pur gravi problematiche locali.

Non nascondiamoci dunque, prepariamoci ad accogliere questi nuovi concittadini, venuti da lontano... senza il timore che possano portarci via il lavoro, o la casa, o la tranquillità del nostro status consolidato. Studi autorevoli sui fenomeni migratori affermano che questi eventi a cui stiamo assistendo, se non interverrà qualcosa di imprevedibile, non si esauriranno prima di vent’anni. Forse la nostra percezione in merito, esacerbata anche dai media, è un po' quella di star subendo un'invasione.

In realtà l'Italia non è neppure da annoverarsi tra i primi dieci paesi del bacino del Mediterraneo relativamente al numero di profughi accolti.

Sarà la nostra capacità di accoglienza, disponibilità e condivisione a costruire un mondo all’altezza della dignità di ogni persona.

E.U.