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Don Alberto Vergnano, neo parroco a Nichelino

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È stata un’estate di cambiamenti alla Regina Mundi.

Inaspettata a giugno è arrivata la nomina a vicario episcopale di don Mario Aversano che lascia così l’incarico di parroco. Per don Mario a Nichelino sono stati sei anni molto intensi e non c’è dubbio che tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerlo da un lato sono dispiaciuti di non averlo più come parroco, dall’altro sono soddisfatti che il nuovo Vescovo lo abbia scelto come stretto collaboratore. 

La comunità parrocchiale della Crociera continua comunque quel cammino, iniziato nel 1961 con don Francesco Smeriglio, proseguito con don Antonio Bortone e con don Mario Aversano. Accompagnato dall’Arcivescovo mons. Roberto Repole, la parrocchia Maria Regina Mundi accoglie il nuovo parroco  domenica 11 settembre. È don Alberto Vergnano, 41 anni, e per le parrocchie di Nichelino è una buona notizia, non così scontata, perché la carenza di preti giovani in questi ultimi anni anche nella Diocesi di Torino ha già portato all’accorpamento di più comunità in capo ad un unico parroco.

Don Alberto, ordinato sacerdote nel 2016, com’è che sei diventato prete?

Sono entrato in seminario nel 2009 quando avevo 28 anni. Tra l’altro, per il simpatico gioco della vita, la persona che mi ha accolto in seminario e accompagnato nei primi passi era un certo don Mario Aversano…

Sicuramente una parte importante nella scelta di iniziare quel percorso è legata alle testimonianze di fede che ho vissuto a Chieri, dove sono nato e cresciuto. L’altra parte l’ha fatta il Signore, che ad un certo punto del cammino si è “affacciato” sulla mia vita e ha iniziato ad affascinarmi. Gli anni del seminario, con tutte le persone che si sono prese cura di me (tra tutti ricordo con affetto il compianto don Ennio Bossù), mi hanno aiuto a maturare la scelta di diventare prete”.

Quali sono state le tue precedenti esperienze pastorali?

Ho vissuto gli ultimi otto anni (sei da prete e due da seminarista) nella parrocchia del Natale del Signore a Torino. È stata un’esperienza molto forte per me: lì ho iniziato e imparato a “fare” il prete e ho avuto modo di condividere tante esperienze, soprattutto con i giovani. Nel tempo del seminario ho fatto esperienze nelle parrocchie di Pino Torinese e di Grugliasco. E rimane ovviamente nel cuore tutto ciò che ho vissuto al Duomo di Chieri, dove sono cresciuto e dove rimangono tanti amici con cui abbiamo condiviso il cammino”.

...Ora il primo incarico come parroco, preoccupato?

Se dovessi fermarmi a guardare cosa so fare e cosa no, risponderei: ‘sì, sono preoccupatissimo! Non so fare niente!’. E, per di più, il fatto di dover succedere proprio a don Mario, di cui conosco bene le qualità, poteva essere motivo in più di preoccupazione… Ma per fortuna non mi sono fermato lì. Quello che ho sentito forte in questi ultimi due mesi è un’altra cosa: si chiama fiducia. Non solo la fiducia nel Dio che guida tutte le nostre vite, ma anche la fiducia e l’accoglienza che ho respirato nei primi incontri che ho avuto a Nichelino. Sono molto contento di poter vivere quest’esperienza e questa responsabilità nella comunità di Regina Mundi”.

Quando il Vescovo ti ha proposto la parrocchia Maria Regina Mundi qual è stata la prima reazione?

La prima reazione? ‘Sono contento’. La seconda: ‘dov’è Regina Mundi?’. Quando il vescovo mi ha parlato ero nel mezzo della stagione di campi estivi ed ero parecchio preso dalle attività per i ragazzi. Per questo ho pensato che potessi concedermi il lusso di non andare subito a vedere dov’era la mia “nuova” parrocchia, com’era fatta e che caratteristiche aveva, ma mi sono limitato a pregare e ringraziare il Signore per questa comunità ancora sconosciuta per me. È stato bello!”

Hai un programma? Quali sono secondo te le cose più urgenti?

Non ho un programma. Credo che ci vorrà un po’ di tempo per me per entrare, possibilmente in punta di piedi, nel cammino ricco e ben avviato della comunità. Sento di dover imparare tanto e non vedo l’ora di iniziare. Se ci saranno delle cose urgenti, le vedremo insieme”.

Prima d’ora che idea ti eri fatto su Nichelino?

Devo dire che nella mia testa Nichelino era un’entità quasi astratta che facevo difficoltà a collocare con precisione su una cartina. Negli ultimi due mesi Nichelino ha iniziato ad avere il volto delle persone che ho già conosciuto. Penso sarà bello scoprirla passo dopo passo”.

Benvenuto don Alberto, siamo certi che a Nichelino ti sentirai presto a casa!

N.C.

IL SALUTO E IL GRAZIE DA DON MARIO

Care amiche e cari amici, avete fatto a scuola l’esperienza dello studente che non sa come iniziare un tema? Vi siete trovati a scrivere e cancellare più volte l’inizio di una lettera? Ecco, sappiate che queste poche righe sono frutto di una certa fatica creativa, perché non mi aspettavo di scrivervi un saluto dopo appena 6 anni dal mio arrivo. Avverto una sensazione “fisica” di spaesamento, tipica di ogni cambiamento che ti tocca sul vivo.

Ma soprattutto sono sopraffatto dalla gratitudine, dal bene ricevuto, dai passi condivisi. Dai parrocchiani di Regina Mundi all’Unità Pastorale, dal quartiere Crociera-Sangone all’intera comunità civile, io a Nichelino ho gustato il sapore della casa e la bontà del Signore.

L’esperienza della parrocchia offre la possibilità di “impastarsi” alla vicenda delle persone nel ritmo feriale del tempo e nei passaggi decisivi della vita. Nascita e morte, gioia e fragilità, fallimenti e nuovi cominciamenti: il Vangelo abbraccia ogni dimensione umana. Per questo, in vista del mio nuovo incarico mi sento sollecitato a non perdere l’aggancio concreto alla vita che Nichelino mi ha insegnato (educazione, scuola, lavoro, malattia, povertà…), assieme alla capacità di ascoltarsi e collaborare a tutti i livelli, religioso e civile. Infine, ringrazio gli amici preti e diaconi dell’Up 55, i collaboratori giovani e adulti delle nostre parrocchie, il Sindaco con l’Amministrazione e il Consiglio comunale, le forze dell’ordine e tutti i volontari delle associazioni presenti sul territorio, il sistema scuole, i servizi sociali e tutte le persone che si mettono in gioco nella nostra città.

Viviamo una stagione singolare e complessa, eppure proprio questo è il tempo in cui il Signore parla ai nostri cuori, proprio questo è il tempo in cui ci rinnova l’invito a seguirlo e ad amarci come Lui ci ha amato. Sono contento che don Alberto, nuovo parroco di Maria Regina Mundi, possa presto sperimentare l’accoglienza di Nichelino, una comunità che lascia il segno. Per questo, io parto…ma rimango nichelinese. Per sempre.

Don Mario Aversano