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Dom, Ago
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Un grazie da Padre Christopher

Dai gruppi
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Più volte questo giornale si è occupato di Sognavamo l’Africa Onlus, l’associazione fondata da alcuni giovani di Nichelino

aiuta e sostiene gli abitanti del villaggio di Siongiroi, situato al confine fra il Kenya e la Tanzania. Torniamo oggi ad occuparcene perché qualche settimana fa è venuto in visita nella nostra città Padre Christopher Rotich, il sacerdote che gestisce la scuola sostenuta da Sognavamo l’Africa Onlus.

Ne parliamo con Renato Amatteis, segretario dell’associazione.

E’ la prima volta che Padre Christopher è venuto in Italia?
In realtà no. Quand’era giovane, Christopher è stato mandato dal suo vescovo a studiare in Italia, affinché imparasse qualcosa della cultura occidentale. E’ rimasto qui diversi anni. Il seme che ha poi voluto riportare nella sua terra natale è stato l’importanza dell’istruzione. Nel corso della sua vita, questo sacerdote ha costruito nuove scuole in ogni parrocchia in cui è stato mandato, sempre con l’obiettivo di togliere i bambini dalla strada e di dare loro un futuro lavorativo. È in tale solco che si è andata ad inserire dal 2011 Sognavamo l’Africa Onlus, finanziando il sostegno scolastico dei bambini più poveri della scuola di Padre Christopher. Da quando l’associazione è nata questa è stata la terza visita che Padre Christopher ha fatto a Nichelino.

Come mai proprio in questo momento?
Come associazione nel 2017 abbiamo concluso il Progetto Aule, finalizzato a costruire 4 nuove aule per le ragazze della Secondary School. Nel 2018 ci proponiamo di fare dei passi avanti nel Progetto Acqua. Padre Christopher è venuto a trovarci sia per trascorrere qualche giorno con noi come amici sia per fare insieme il punto della situazione sui progetti dell’associazione.

Che cos’è il Progetto Acqua ed a che punto è la sua realizzazione?
E’ il progetto che l’associazione ha portato avanti insieme alla comunità di Nichelino per trovare i fondi necessari a risolvere il problema della mancanza d’acqua nella scuola e, se possibile, nell’intero villaggio di Siongiroi. Negli scorsi anni sono stati fatti i primi interventi, in particolare sono stati pagati l’analisi dell’acqua per verificare la fattibilità della costruzione di un pozzo (rivelatasi poi non possibile), l’acquisto di una cisterna mobile per andare a prendere l’acqua al fiume nei periodi di particolare siccità, la sistemazione di alcune cisterne preesistenti e la costruzione di una nuova cisterna.

Cosa pensate di fare prossimamente?
Durante la visita di Padre Christopher abbiamo stanziato i fondi per la costruzione di una nuova cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, da 100.000 litri, e per l’acquisto di una struttura che servirà alla purificazione dell’acqua. Stiamo poi cercando di risolvere, insieme all’Engim, in quanto la spesa è ingente, anche il problema della sistemazione del DAM (la grande pozza fangosa posta all’ingresso della scuola). Con la costruzione di un’ulteriore cisterna oppure con la sistemazione del DAM, il problema della mancanza d’acqua potrebbe dirsi risolto almeno all’interno della scuola.

La Comunità di Nichelino come ha reagito in questi anni al vostro progetto?
Molto positivamente. In tanti ci hanno aiutato durante le varie quaresime di fraternità e le raccolte fondi svoltesi in diversi periodi dell’anno. Padre Christopher è venuto in Italia anche perché ci teneva a ringraziare personalmente i fedeli durante le messe che ha celebrato in SS. Trinità e San Vincenzo, le due chiese locali che hanno supportato il progetto.

Avete sviluppato o state sviluppando altri progetti?
Diversi. Quello per noi più significativo resta però il Progetto Sostegno Scolastico, finalizzato a permettere ai bambini più poveri del villaggio di ottenere un aiuto economico, affinché possano frequentare la scuola di Padre Christopher e ricevere l'istruzione, i beni primari e le cure di cui hanno bisogno. Ogni "adozione" permette ad un bambino di proseguire gli studi, dandogli la possibilità di costruirsi un futuro migliore. Attualmente l’associazione ha in carico oltre 40 bambini, a quelli di Siongiroi si sono infatti aggiunti nell’ultimo anno circa 15 bambini nella scuola di Kapsowar gestita da Don Richard, che a lungo aveva operato nella chiesa di Nichelino “Regina Mundi”. Non sono pochi, ma là fuori ne rimangono tanti, troppi, che non possono permettersi di andare a scuola. In realtà avremmo tante altre idee ma siamo anche consapevoli di essere una piccola associazione.

Cosa vuoi dire, in concreto?
Che numericamente siamo un piccolo gruppo e questo a volte è un po’ limitante. Diciamo che cerchiamo di fare un passo alla volta. Avremmo bisogno di nuove persone disponibili ad impegnarsi, di nuove idee per trovare fonti di finanziamento ed in verità anche di una nuova figura di riferimento missionaria (un prete, una suora, che operino per l’Africa) con cui continuare a regalare ai giovani di Nichelino l’opportunità di vivere la missionarietà in Italia ed in giro per il mondo. In ogni caso, cerchiamo di seminare qualcosa con le nostre attuali forze e di guardare con ottimismo al futuro. Vogliamo credere che nel tempo la Provvidenza ci darà nuovamente una mano, come ha già fatto in questi anni nell’incontro con tante persone speciali. Frattanto proseguire nell’impegno di mandare a scuola decine di bambini in Kenya resta comunque una bella soddisfazione per il nostro piccolo gruppo.

Padre Christopher è rimasto contento di questo suo soggiorno a Nichelino?
Oh sì, molto! Innanzi tutto voglio dire una parola di ringraziamento a Don Mario ed alla Parrocchia della Regina Mundi, che hanno provveduto all’ospitalità quotidiana di Padre Christopher e gli hanno dato l’opportunità di svolgere il ruolo di sacerdote anche nella realtà italiana, così diversa da quella africana. In secondo luogo, Christopher è stato molto felice dell’opportunità di incontrare Don Riccardo e tanti parrocchiani della SS. Trinità e della San Vincenzo de Paoli e di ringraziarli personalmente per il sostegno dato in questi anni, in particolare i bambini del catechismo che, risparmiando come formichine, hanno donato delle somme davvero significative. Come associazione, insieme a lui abbiamo preso nuove decisioni per proseguire nel Progetto Acqua. Infine posso dire che si è divertito anche sul piano personale. Una parte del tempo è stata dedicata allo stare insieme come amici. Lo abbiamo portato in giro per Torino, in particolare al Sermig, e poi al mare ed in montagna. Indimenticabile resta la giornata in cui è venuto con noi sui monti ed ha visto per la prima volta in vita sua la neve!

Gli è piaciuta?
Molto! E su di essa con un bastoncino ha voluto scrivere “Grazie!”. Un grazie che con l’occasione desidero estendere a tutti i lettori e parrocchiani che in questi anni ci hanno aiutato.

Se qualcuno volesse darvi una mano?
Può visitare il nostro sito www.sognavamolafrica.it e mandare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Saremmo ben lieti di incontrare nuovi “missionari per caso!”