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Dom, Ago
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Don Mario Vaudagnotto ha molto sofferto

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E’  deceduto alla fine dello scorso dicembre all’età di 80 anni don Mario Vaudagnotto, un prete  verso il quale  la comunità parrocchiale di SS. Trinità e San Vincenzo de’ Paoli ha un debito di riconoscenza. 
Da diversi anni collaborava all’attività pastorale a Nichelino celebrando la Messa alla sera e alla domenica e ancora pochi giorni prima della morte era venuto in parrocchia per le funzioni in preparazione al Natale.

Un legame che si era rafforzato una decina di anni fa, in un momento molto difficile per la parrocchia di SS. Trinità.  Dopo l’improvvisa e prematura morte del parroco don Joe Galea era venuto generosamente  in soccorso proprio don Mario Vaudagnotto. Per un periodo aveva affiancato don Paolo Gariglio, costretto dagli eventi a riprendere temporaneamente la guida della parrocchia in attesa della nomina di un nuovo parroco. Don Mario era stato “cerimoniere” di quattro Vescovi di Torino (Pellegrino, Ballestrero, Saldarini e Poletto).
Aveva una vera passione per la musica e il canto e una grande competenza per la liturgia. Dalle colonne del  settimanale diocesano “La Voce e il Tempo”  don Carlo Franco, che lavorò a lungo con lui in quel settore, così lo ricorda: “Provo a immaginare il tuo sorriso ampio e i tuoi apprezzamenti di  fronte allo spettacolo  del Paradiso. Tu che amavi le cose fatte bene, il bel canto, la preghiera intensa. E anche se sarai rapito da tutto quell’universo di bellezza voglio mandarti lo stesso alcuni pensieri di gratitudine e di apprezzamento. Lo so che anche tu avevi i tuoi difetti. E spesso chi ti criticava dimenticava di averne forse di peggiori. Oppure se ne è anche servito. E chissà quanti hanno approfittato della tua bontà , cominciando da quelli che poi ti hanno fatto del male.  Ma, liquidati questi aspetti, ci tengo invece a ringraziarti per il tanto bene che hai fai fatto alla nostra Chiesa”.
Anche da Nichelino chi nelle comunità parrocchiali lo conobbe e lo stimò sente la necessità di ringraziarlo per aver accompagnato accanto al vescovo momenti lieti e tristi, ma soprattutto per l’umile e prezioso servizio prestato in parrocchia in questi ultimi anni.
Proprio in quest’ultimo decennio don Mario molto soffrì e non tanto per gli acciacchi dell’età, che pur c’erano, ma perché subì infamanti accuse e finì alla gogna mediatica. Nulla risultò a suo carico, sia in sede civile che ecclesiastica, ma la scia di veleno lo perseguitò fino alla fine. Ne restò provato, ma mai perse la sua fede e la sua bontà d’animo. Perché se è vero che qualche prete si macchia di colpe tremende è altrettanto vero che altri sono vittime innocenti di odio, calunnie e della cattiveria umana.