30
Mar, Nov
92 New Articles

Rave party, un film già visto

Inchieste
F
Typography

A Nichelino il precedente “technival” era stato organizzato nei capannoni dell’ex Viberti per il capodanno del 2016 e anche lì andò avanti per tre giorni e tre notti.

In quell’occasione si parlò di 2.500 presenze e già sembrava una folla enorme, ma quest’altro “evento” per la festa di Halloween 2021 ha sbriciolato il precedente record di assembramento, perlomeno stimato, di circa 6.000 partecipanti o per meglio dire di veri zombie.  

Per fortuna l’area industriale dismessa dell’ex Viberti due anni fa è poi stata recuperata con l’insediamento di attività nel settore della logistica, mentre lo stabilimento dell’ex Fiat Allis è tornato in pieno nel mirino degli organizzatori di rave party, come spesso avviene per i siti industriali abbandonati. Una location perfetta: in posizione defilata, ma comodissima alle uscite della tangenziale, il complesso si trova in via Rondò Bernardo all’inizio del grande parco di Stupinigi e al fondo della zona industriale di Borgaretto/Beinasco, ma ancora in territorio di Nichelino. Fino a qualche tempo fa gli edifici risultavano affittati ad una società del gruppo Fiat e poi FCA, ma il sito era dismesso da decenni, poi tutta l’area è tornata nella disponibilità dell’ex Ordine Mauriziano che recentemente ha tentato di venderla.

C’era da aspettarselo e infatti qualche precauzione era stata presa. Da tempo portoni e cancelli erano rigorosamente sprangati, in più nei vialetti di accesso all’ex stabilimento erano stati posti di traverso pesanti blocchi di cemento per impedire l’accesso a veicoli. Nonostante ciò con un vero e proprio blitz una squadra “specializzata”, ed evidentemente attrezzata di tutto punto, è penetrata all’interno per allestire il “technival”. Per montare gli apparati necessari a sparare a tutto volume musica techno è richiesto un impegno logistico non indifferente, tenuto conto che sul posto non c’è energia elettrica e che quindi bisogna portarsi dietro potenti gruppi elettrogeni. Entrati con autocarri e furgoni, l’efficiente macchina organizzativa dei “ravers” si è messa in moto, chiaramente facilitata dal fatto che non servono permessi; è tutto abusivo e nessuno controlla nulla. Il tutto avviene velocemente, attraverso i social. Pochissimi giorni prima viene diffusa solo la data in cui si svolgerà il rave party; qualche ora prima viene data un’indicazione di massima della zona; a questo punto in migliaia si mettono in viaggio e strada facendo vengono fornite indicazioni a via a via più precise sulla meta finale.  

“Sono manifestazioni non nuove, difficili da contrastare per la rapidità con cui si concretizzano – spiega il sindaco Tolardo - Il rave di Stupinigi doveva essere uno dei più partecipati di tutti i tempi a livello europeo e solo l'intervento tempestivo dei Carabinieri della tenenza di Nichelino, supportata dai rinforzi sopraggiunti, ha permesso di respingere almeno 4000 persone che hanno bloccato per alcune ore la tangenziale”.

Nonostante il maltempo sono arrivati in massa anche tantissimi francesi e olandesi, oltre a parecchi austriaci e svizzeri. Un’orda difficile da fermare, così il rave è partito, in barba a qualsiasi norma in materia di igiene e sicurezza, all’insegna dell’extraterritorialità e dell’impunità: musica, alcol e droga a fiumi, tende e camper in mezzo al fango e frotte di giovani fatti e strafatti. Un’azione di forza per interrompere il technival e sgomberare i capannoni avrebbe sicuramente provocato danni maggiori. “Alle prime luci dell'alba - continua Tolardo - sono stato contattato del Prefetto Palomba a cui va il mio plauso per aver attivato il tavolo per la sicurezza e l'ordine pubblico. L'area è stata circoscritta impedendo nuovi ingressi e il rientro di persone che si allontanavano temporaneamente del rave”.

È uno sfregio, è una beffa, per chi in questi mesi ha dovuto sottostare a tutta una serie di restrizioni e divieti. “Sono iniziative comunque deplorevoli – aggiunge il sindaco - per il disagio subito dalla popolazione locale e ancor di più se si pensa al rischio di contagio in una fase in cui l'emergenza sanitaria da Covid non è stata ancora superata. Da episodi come questi c'è sempre qualcosa da imparare: credo sia necessario da un lato potenziare i servizi prevenzione, intercettando rapidamente le informazioni diffuse da questi gruppi sui canali social, dall'altro avviando unazione di riqualificazione delle grandi aree dismesse, come già successo in passato per il caso dei capannoni ex Viberti”.

Alla fine di questa tre giorni da incubo sono state identificate dalle forze dell’ordine oltre 3.500 persone. Sul campo sono rimasti solo cumuli di immondizia, dopo i sequestri di rito dell’attrezzatura, probabilmente già messi in conto dagli ignoti organizzatori dell’evento. Ma si vede che il gioco vale la candela, dato che il business dei rave party è fiorente. Strano modo per divertirsi, in questo posto trasformato in enorme latrina di vomito ed escrementi.