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Intervista di inizio mandato al sindaco Tolardo

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Giampiero Tolardo è stato confermato Sindaco della città per altri 5 anni. Una rielezione non così scontata, almeno sulla carta, arrivata dopo una lunga, estenuante e a volte polemica campagna elettorale.

Così il medico classe 1964 continuerà a guidare Nichelino fino al 2026, per un doppio mandato che prima di lui erano stato raggiunto da altri due sindaci, Pier Bartolo Piovano e Giuseppe Catizone.

Alla fine ha avuto ragione lei quando, in campagna elettorale, chiedeva ai suoi sostenitori il massimo impegno per vincere al primo turno …una bella soddisfazione, non è vero?

È stata una campagna elettorale complessa, un po' per il periodo inusuale (si è votato per la prima volta in autunno) un po' perché c'era un centro destra unito da un lato ed una coalizione agguerrita dall'altro. Vincere al primo turno doppiando in termini di voti il secondo schieramento è stato importante, anche per il significato politico della vittoria”.

Hanno partecipato al voto poco più del 53% dei nichelinesi, in linea con il dato nazionale, ma di fatto gli astensionisti sono il primo partito della città: cosa pensa al riguardo?

“Penso che il dato dell'astensionismo a livello nazionale, ancora più spiccato nelle grandi città, debba far riflettere. Siamo in una nuova fase di transizione. I partiti che detenevano, anche a livello locale un consenso importante hanno deluso e gli elettori hanno mandato un segnale importante. Fondamentale sarà lavorare per affermare che la partecipazione è fondamentale per rafforzare le basi della democrazia”.

Ha presentato una giunta comunale parzialmente rinnovata e con un assessore in meno rispetto alla precedente giunta. Rimarrà con questa configurazione per i 5 anni a venire o ha qualche assessore “in pectore”?

La Giunta è frutto dell'esito elettorale e del confronto con i gruppi politici della coalizione. Credo che rappresenti un mix equilibrato tra competenza e novità. La struttura portante rimarrà questa, se lavoreremo tutti per il bene della città realizzando il programma che abbiamo proposto agli elettori. Confesso di essere ancora alla ricerca di una figura tecnica che possa dare un valore aggiunto sotto il profilo della pianificazione territoriale”.

La città sta uscendo dall’emergenza covid: tante sono le realtà produttive che hanno chiuso o hanno ridotto le attività. Molti negozi hanno abbassato le serrande per non riaprire più. Cosa si può fare per invertire questa tendenza?

“La pandemia ha messo un po' tutti a dura prova. La riflessione che ho fatto è che le attività produttive già attrezzate o che hanno colto l'opportunità di formarsi stiano reagendo meglio rispetto ad altre realtà più “immobili”. Lo strumento più efficace per superare il momento difficile è fare rete. Il tavolo permanente delle imprese e la commissione commercio, a cui dobbiamo dare un nuovo impulso, ne sono esempi. Sono strumenti che partendo dal basso possono dare spunti importanti per la ripartenza. Non da meno sarà fondamentale dare supporto alle famiglie in difficoltà con aiuti specifici come abbiamo fatto in questi anni, ma soprattutto con strumenti che possano consentigli l'ingresso nel mondo del lavoro. Un progetto in cui credo molto è quello delle cooperative agrarie con il coinvolgimento dei soggetti economicamente più fragili”.

Si è ricominciato a costruire case. Con noi, molti cittadini si chiedono se esiste veramente questa esigenza di tirar su palazzi. È proprio necessario continuare a consumare suolo?

“Negli ultimi 5 anni non sono state approvate varianti al piano regolatore finalizzate alla realizzazione di nuovi insediamenti edilizi, anzi abbiamo cercato di contenere quelli previsti del Piano Regolatore vigente. Il tema del consumo di suolo ci sta particolarmente a cuore e per questo urge l'approvazione di uno strumento urbanistico improntato al recupero dell'esistente limitando al minimo indispensabile il consumo di nuovo suolo libero. Se possibile abbiamo intenzione mettere in atto meccanismi di compensazione per il consumo di suolo avvenuto negli ultimi 10 anni, con la creazione di nuove aree verdi attrezzate e nuove piantumazioni”.

Durante questa lunga campagna elettore si è tornati a parlare di grandi progetti, con proclami sulla metropolitana a Nichelino, sull’ospedale, le polemiche sulla nuova scuola “Papa Giovanni”, passando per la sistemazione della vecchia piscina di via 25 Aprile, al raddoppio della biblioteca e anche dell’ormai mitologico “interramento della ferrovia”. Concretamente, lei pensa che qualcosa si potrà realizzare nei prossimi 5 anni?

“Se la politica non avesse una visione di lunga gittata non farebbe un buon servizio per la comunità. Dei progetti citati, di sicuro contiamo di portare a termine rapidamente la realizzazione della nuova scuola Papa Giovanni, la riqualificazione della Biblioteca Arpino e la realizzazione della Ludoteca nell'area dell'ex piscina all'interno della scuola Rodari. Per le altre grandi opere i tempi sono sicuramente più lunghi per la complessità delle opere stesse e per il necessario coinvolgimento di enti superiori. Assicuro tuttavia che sulla progettazione del prolungamento della Linea 1 della Metro a Moncalieri e Nichelino e sul nuovo ospedale dell’Asl TO5 abbiamo già cominciato a lavorare”.

Dal suo osservatorio di Primo Cittadino in cosa i nichelinesi e Nichelino devono migliorare?Nichelino è una comunità generosa e straordinaria, lo è sempre stata e durante la pandemia lo ha dimostrato ancora una volta. Probabilmente per una piccola quota serve ancora uno sforzo collettivo per aumentare il senso di appartenenza, che si porta dietro un maggior rispetto del prossimo e un ormai indispensabile rispetto dell'ambiente”.

Giampaolo Flori