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Tour virtuali - Mistero in Bolivia

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Questo mese ritorniamo in America del sud ed in particolare in Bolivia, paese poco conosciuto ma ricco di fascino e mistero.

Tiahuanaco o Tiwanaku è un antico complesso architettonico ed archeologico, situato negli altopiani boliviani centrali, a 20 km sud-est del lago Titicaca nel dipartimento di La Paz. Nella sua massima estensione la città copriva 6 Km quadrati ed ospitava 40.000 abitanti. Situato a 3.846 metri d’altezza, inserito nel paesaggio di un altipiano desertico delle Ande, ci sono i resti di questo antico impero preincaico, avvolto da leggende e misteri.

Si rimane impressionati dalla perfezione e dalla maestosità di alcune costruzioni monolitiche che da migliaia di anni resistono stoicamente al vento e al gelo. All’inizio del XX secolo l’ingegnere austriaco Arthur Posnansky dedicò lunghi anni delle sue ricerche alle rovine di Tiahuanaco concentrando i suoi studi su una zona del villaggio, dove alcune pietre erano disposte verticalmente. Poco distante altri studiosi, tra cui l’italiano Giampaolo Dionisi Piomarta, scoprirono Puma Punku,  uno dei siti archeologici più antichi e misteriosi della storia. In lingua locale Puma punku significa “porta del puma”.

Nessuno sa chi abbia progettato e costruito questo complesso di sofisticati blocchi ad incastro. I ricercatori hanno indagato a lungo, ma non ne sono venuti a capo. Le lastre di Puma Pumku sono fatte di granito e di diorite. La diorite è una roccia estremamente dura è pare improbabile che chiunque sia riuscito a lavorare così finemente questo materiale fosse a conoscenza delle tecniche per manipolare a livello millimetrico la roccia. Alcuni intarsi di Puma pumku sono spessi infatti solo alcuni decimi di millimetro. Alcuni sono giunti a ipotizzare che tali incisioni siano state realizzate da civiltà sconosciute utilizzando strumenti simili ai laser … più di 15.000 anni fa! La situazione è però resa ancora più complicata dal fatto che le cave di granito e diorite si trovavano a circa 60 chilometri dall’antica città in pieno deserto boliviano.

L’origine di Puma Punku è ancora un enigma e molti scienziati sono concordi nell’affermare che, in base alle nostre attuali conoscenze storiche, addirittura i ruderi di quelle straordinarie costruzioni disseminate un po’ ovunque non dovrebbero proprio esistere… a meno che si tratti di manufatti di origine aliena!

L’archeologia classica non è stata ancora in grado di fornire risposte su chi o che cosa, circa 27.000 anni fa, pose in opera e modellò questi enormi blocchi in pietra. 

Arthur Posnansky sosteneva che Tiahuanaco era stata costruita prima del “diluvio universale”, che lui stesso collocava intorno al  9.500 a.C. Secondo lo studioso austriaco quando la città fu costruita era situata sulle sponde di un lago che poi, in seguito a cataclismi naturali si abbassò di livello, lasciando Tiahuanaco senza l’originaria funzione portuale. Quando gli Inca conquistarono la valle nel 1470 d.C., il settore monumentale di Tiwanaku era già stato completamente abbandonato. 
Non è ancora stato possibile appurare come sia avvenuta la distruzione di Puma Punku e di Tiwanacu. Nel caso di Puma Punku le devastazioni sono più estese, le pietre che costituivano la struttura dei numerosi edifici sono sparse nel raggio di oltre 2 chilometri, mentre a Tiwanacu è ancora possibile vedere alcuni muri e strutture definite. La zona  è sismica, ma un simile  sparpagliamento su un’area così vasta non trova spiegazione. Come hanno fatto questi blocchi di pietra pesanti tonnellate a volare e a distribuirsi tutto intorno?

Giuseppe Odetto