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Il futuro nella logistica

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L’avvio in zona Vernea dell’attività della Mazzocco (gruppo Italtrans), impresa specializzata nel settore dei trasporti, e della AF Zust Ambrosetti nell’area ex-Viberti

ci fa pensare che in futuro Nichelino possa diventare un polo logistico di tutto rispetto. La speranza è che queste società contribuiscano a rivitalizzare il tessuto produttivo della zona industriale di Nichelino che negli anni ha visto la chiusura di diverse aziende e parecchi capannoni vuoti.

Ma parliamo un po’ della logistica e del suo futuro per comprendere meglio come si evolverà negli anni a venire. Il settore ha registrato una crescita per il quinto anno consecutivo ed uno studio del Politecnico di Milano ha rilevato come nel 2019 in Italia il fatturato della logistica conto terzi (contact logistics) sia aumentato dello 0,7%, raggiungendo la cifra di ottantaquattro miliardi di euro di valore. La ricerca ha anche dimostrato che questa crescita si deve soprattutto ai grandi operatori logistici, nel solo periodo 2016 - 2017 l’incremento è stato del 6,3%. Questo andamento continuerà l’ascesa e renderà la competizione nel settore logistico ancora più intensa.

Riusciranno a cogliere tutte le opportunità della crescita, quelle aziende che sapranno dimostrare di saper gestire al meglio non solo i flussi fisici delle merci, ma anche tutti i flussi informativi. Si parla di “logistica 4.0” puntando su nuovi modelli organizzativi sperimentando nuove soluzioni tecnologiche.  Si stanno testando soluzioni high-tech pensate per automatizzare singole aree aziendali come l’automazione dei sistemi di stoccaggio, movimentazione e trasporto.

Un altro ambito della logistica che si sta evolvendo verso soluzioni digitali è quello legato al mondo digitale. I dati, che una volta erano immagazzinati in sistemi analogici come archivi fisici, ora vengono raccolti  con modalità innovative. Il cosiddetto "cloud"  è uno spazio di archiviazione a distanza con una potenza di elaborazione non ottenibile da una postazione singola. In sostanza si mette a disposizione dello spazio su internet per salvare copie di backup dei propri file che possono essere visualizzati in qualsiasi momento. Gestire i dati con soluzioni tecnologiche permette non solo di immagazzinarne in maggiore quantità, ma di averli sempre disponibili. Avere la possibilità di analizzare costantemente i dati ha permesso alle aziende logistiche di ottimizzare i processi decisionali migliorando così la gestione delle diverse aree aziendali (la gestione dei magazzini, la gestione delle flotte e la tracciabilità delle consegne).

Nel settore logistico diventeranno sempre più importanti le tecnologie come l’Intelligenza artificiale (IA), l’automazione e i Big Data, strumenti che richiedono un alto livello di competenze per essere sfruttati al massimo. Dallo studio del Politecnico di Milano sono emerse quali saranno le figure professionali davvero importanti per le aziende logistiche 4.0. Si tratta di posizioni nuove, con ruoli come l’AI Specialist, l’Informatico logistico, i Big Data Analyst, l’Innovation manager, i Digital Transformation Manager e l’Informatico dell’automazione. Sono figure nuove, ma in rapida ascesa dotate di competenze trasversali e in grado di guidare i processi di cambiamento dell’azienda.

I ruoli che maggiormente sono coinvolti in questo processo di formazione continua sono le risorse impiegate nella gestione dei processi core e nella gestione della filiera. Cambieranno anche le sedi di logistica dal punto di vista fisico.

La maggior parte delle aziende ha rivoluzionato i propri magazzini puntando sull’automazione per la movimentazione, lo stoccaggio e l’allestimento degli ordini, utilizzando il personale come supporto al lavoro delle macchine. Gli spazi del magazzino logistico nel futuro saranno profondamente trasformati; saranno sempre più ampi e alti, con più porte e mezzanini. I nuovi magazzini punteranno a implementare l’efficienza energetica, questo non solo per ridurne l’impatto ambientale, ma anche per arrivare all’autosufficienza energetica grazie all’utilizzo di strumenti per la produzione di energia rinnovabile. L’autoproduzione di energia non solo ridurrebbe l’impatto ambientale, ma farebbe diminuire i costi e determinare un’entrata nel caso di produzione e vendita di energia extra.

Se per le grandi imprese l’approccio al cambiamento è stato possibile, diversa è invece la situazione per le aziende di piccole dimensioni. Finora hanno usufruito delle modalità di riduzione dei costi per restare sul mercato, d’ora in poi dovranno entrare in un’ottica diversa. La situazione attuale con tanti imprevisti, così come la domanda irregolare del mercato richiede una flessibilità totale nei servizi di trasporto e magazzino. Le previsioni future indicano che realtà come l’e-commerce e la vendita diretta fra aziende e consumatori si incrementerà ulteriormente, riducendo la domanda degli intermediari. Questo porterà a un incremento di flussi di merce e materiale in circolazione. Le prospettive di un futuro sviluppo ci sono per chi si adatta più velocemente e si organizza nel modo adeguato.

Giuseppe Odetto