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Il sindaco Tolardo fa il punto di questa difficile stagione

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Nonostante la pandemia sia ancora in atto è giunto il tempo di ripartire, con cautela e consapevolezza.

Senza dimenticare quello che è successo in questi difficili mesi passati. Di quello che è stato e delle prospettive future della città, ne abbiamo parlato con il Sindaco di Nichelino Giampiero Tolardo che è entrato cosi nell’ultimo scorcio del suo primo mandato (per le comunali si voterà nella primavera del 2021) annunciando la disponibilità per il secondo.

In primis una domanda scontata: quale è stata la sua esperienza?

“Sicuramente un'esperienza che mi porterò dietro per tutta la vita. Ho sentito ancor di più la responsabilità del mio ruolo. Ho percepito l'esigenza di sostegno e protezione di una comunità smarrita e impaurita di fronte ad un evento impensabile fino a quel momento. Insieme ad altri sindaci all'interno di una chat, ci siamo confrontati sull'interpretazione dei vari DPCM che si susseguivano, spesso fino a notte fonda e devo dire che il coordinamento si è dimostrato utile. Dall'altro lato avevo il bisogno di stare vicino a tutti i volontari dalla Protezione Civile con i quali ho avuto un contatto quotidiano e tutte le altre realtà associative territoriali che si sono riunite in coordinamento per affrontare un momento di difficoltà straordinaria. Se da un lato ero occupato a gestire la città dall'altro seguivo il mio lavoro di medico. Ho perso alcuni pazienti con i quali avevo un rapporto personale profondo di stima e amicizia, ho cercato di stare vicino a chi ha vissuto momenti di grande preoccupazione per i propri cari ricoverati e a chi i propri cari non ha potuto assisterli nel momento più drammatico del trapasso. Ho vissuto la tensione dei colleghi impegnati in prima linea nei reparti covid e nella rianimazione”.

All’inizio della pandemia la sua è stata una presenza importante; più di una volta è sceso in strada a chiedere ai cittadini di stare in casa, scegliendo di parlare con i nichelinesi anche attraverso i media locali con interviste e video. Per poi diradare sempre di più i suoi interventi. Perché ha scelto questa linea di condotta?

“I primi giorni del lockdown monitoravo il territorio con la Polizia Municipale e la Protezione Civile. La situazione era tutto sommato sotto controllo, ma c'erano alcune situazioni che non mi piacevano. Alcuni in barba alla regola di uscire solo in caso di necessità, utilizzavano strumentalmente situazioni utili ad eludere la norma. In alcune circostanze questa situazione ha aggravato lo stato di tensione sociale. Per di più eravamo nella fase peggiore dell'epidemia, gli ospedali dell'Asl saturavano i posti disponibili, avevo due amici a me cari e due dipendenti comunali ricoverati in gravi condizioni (per fortuna ce l'hanno fatta tutti) ed è lì che mi sono detto che bisognava fare qualcosa in più. Mi sembrava che la cosa migliore fosse quella di andare nei quartieri, tra i palazzi più popolosi. L'auspicio era quello di dare quanto più strumenti utili alle persone per affrontare il momento di grande difficoltà e paura. Da maggio l'impegno è cambiato. Dovevamo rimodulare l'azione amministrativa pianificata ad inizio anno. Le priorità nel frattempo sono cambiate e, mi creda, è stato un lavoro per certi versi molto più impegnativo di quello del periodo antecedente”.

Cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato in città durante il lockdown?

“Quello che ha funzionato è la risposta della comunità. Una qualità che indica senso di appartenenza ed elevato senso civico. Voglio ricordare qui l'impegno delle decine e decine di volontari della Croce Rossa, dell'Auser, della Proloco, della Caritas, dei gruppi di Volontariato Vincenziano, dell'ARCI, dell'Abraham, dei Comitati di Quartieri, di tanti singoli cittadini e aziende, oltre a quelli della Protezione Civile già citata prima. Attraverso il loro supporto hanno attenuato la sofferenza delle fasce più fragili della popolazione. Non credo che ci sia stato qualcosa che non abbia funzionato in Città, al netto che abbiamo dovuto affrontare una situazione totalmente nuova con tutte le difficoltà del caso”.

Quale è stata la più grossa criticità che ha dovuto affrontare?

“Sicuramente è stato il focolaio interno all'RSA locale. Dal primo riscontro di un caso positivo mi sono attivato per quanto di mia competenza, nel tentativo di contenere la diffusione del contagio, riscontrando una grande disponibilità al confronto da parte dell'ASL e dei gestori della struttura”.

Secondo lei si poteva fare meglio a livello regionale e nazionale?

“La catena di comando della Regione nella fase iniziale dell'epidemia è stata lenta, inefficace e non all'altezza della situazione. Pochi tamponi e reagenti disponibili rispetto alle altre regioni con più alto contagio. A livello nazionale, a giudicare dall'attuale andamento dei contagi in confronto agli altri paesi europei, credo che la scelta di contenere la diffusione del contagio nelle regioni italiane attraverso il lockdown sia stata una scelta azzeccata, che però non possiamo più permetterci”.

Che voto possiamo dare ai nichelinesi durante il blocco e dopo le aperture?

“Non credo sia giusto dare un voto. La città ha risposto bene pur nella grande sofferenza economica e psicologica del momento. Nella fase successiva ci sono sicuramente stati episodi di eccessivo “rilassamento”. Per questo serve ora grande senso di responsabilità da parte di tutti. Dobbiamo ripartire cercando di evitare di rinchiuderci in casa per una legittima esigenza di auto protezione, ma al contempo dobbiamo essere consapevoli che abbiamo gli strumenti per contenere il virus: a partire dall’uso della mascherina nei luoghi affollati e dal rispetto della distanza di sicurezza”.

Passato il periodo estivo, si affaccia la riapertura totale delle attività in città, a cominciare dalle scuole. Ce la faremo?

“Abbiamo approvato provvedimenti di sostegno economico per quelle che sono state le nostre possibilità anche alle piccole aziende e al commercio di vicinato colpito dai provvedimenti di chiusura. Abbiamo stanziato 230.000 euro per le attività economiche e 100.000 per le associazioni sportive a parziale copertura dei costi per la sanificazione e riorganizzazione delle strutture. Siamo il Comune dell'area che ha stanziato più risorse in tal senso.

L'impegno più gravoso è stato sicuramente garantire la ripartenza dell'anno scolastico in sicurezza. Abbiamo recuperato il tempo perduto per la messa in sicurezza dei solai delle scuole. Quattro milioni di euro ricevuti attraverso un finanziamento del MIUR ci hanno permesso di manutenere 14 scuole su 15 previste, per l'ultima i lavori si effettueranno per periodo delle festività natalizie, il tutto realizzato a tempi di record nella fase 2. Allo stesso modo abbiamo adeguato gli edifici scolastici a tempo di record secondo le linee guida del Ministero e in accordo con i dirigenti scolastici con i quali c'è stato un proficuo confronto. Mai nessuna amministrazione aveva speso così tanto un una sola legislatura”.

A luglio sono stati presentati alla città importanti interventi per la riqualificazione delle piazze Camandona e Aldo Moro e dell’edificio del Municipio in piazza Di Vittorio. Cosa verrà fatto?

“E’ la prima parte di un piano, imponente dal punto di vista economico, con una visione prospettica di riqualificazione urbana che parte oggi, ma che necessiterà di almeno un decennio per essere completata. Siamo partiti con piazze frequentate anche per la loro valenza commerciale: il rifacimento di piazza Aldo Moro, nel popoloso quartiere Castello, ha l'ambizione di ricucire l'area dell'agorà con il centro d'incontro e il sagrato della Madonna della Fiducia. Piazza Camandona, seconda porta d'ingresso della Città, vedrà anche il rifacimento delle facciate del complesso che sorge sulla piazza stessa. I lavori partiranno a fine settembre. Poi c’è il palazzo comunale di piazza Di Vittorio che da tempo necessitava di una riqualificazione impiantistica, energetica e di un rifacimento esterno. Abbiamo in serbo interventi di manutenzione straordinaria di strade e parcheggi (penso in particolare a quello di via Diaz), ma va da sé che per il futuro sarà necessario completare gli interventi con una riqualificazione di altri tratti viari e piazze. Penso ad esempio che la futura amministrazione dovrà occuparsi tra le altre cose di riqualificare piazza Pertini. Insomma è stato un periodo particolarmente intenso e complesso da gestire, ma continuiamo a lavorare avendo una visione ambiziosa ma realistica di sviluppo e trasformazione della Città”.

Servizio a cura di
Giampaolo Flori