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Sostenitori dell'ozonoterapia

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E’ stato forse il primo medico a Nichelino a rendersi conto della gravità di quanto si stava profilando. In una mail inviata al nostro giornale, datata 1° febbraio,

ha descritto in tempi non sospetti lo scenario della pandemia che sarebbe dilagata in Italia di lì a qualche settimana dopo. In un articolo pubblicato un paio di mesi fa sul nostro sito web il dott. Gianni Zuccheri è anche intervenuto su una possibile cura: l’Ozonoterapia, praticata in poche strutture ospedaliere. “Conosco l'Ozonoterapia dal 1988, quando partecipai ad un corso appena laureato – scrive il dott. Zuccheri - Rimasi entusiasta di questa terapia, accessibile per semplicità di macchinari e dai costi contenuti ma, spesso non adeguatamente considerata dal mondo medico…In attesa dell'arrivo di un vaccino per la malattia da Covid-19 (se e quando arriverà), si profila la possibilità di impiegarla come speranza terapeutica già pronta.Perché non valutare se funziona davvero e se è come promette?”

Per saperne di più ne abbiamo parlato con il dott. Vincenzo Simonetti, per 20 anni  chirurgo alle Molinette, pratica e studia Ossigeno/Ozonoterapia da 26 anni, membro del Direttivo Nazionale SIOOT (Società Scientifica di Ossigeno Ozono Terapia). Dal suo studio torinese di via Lamarmora ha risposto alle nostre domande.

Come mai di parla così poco di questa terapia e non è così diffusa?

Se ne parla poco per due motivi: si basa su una molecola che non può essere conservata e venduta in farmacia perché deve essere prodotta al momento del suo utilizzo. Questa terapia viene praticata in quasi tutti i Paesi del mondo: in Italia siamo circa 3000 medici a praticarla; ma è vero che fatica ad entrare negli ospedali nonostante possa essere utile per molte patologie infettive senza presentare effetti collaterali”.

Da dove arriva e quali sono le principali funzioni dell’ozono?

L’ozono è normalmente prodotto dal nostro sistema immunitario dai globuli bianchi. Ha funzioni indispensabili per la vita di tutti: intanto regola le risposte immunitarie, è indispensabile per la circolazione del sangue, specialmente per i capillari. Ha un effetto antibiotico ed antivirale: ad oggi, non sono stati trovati virus e batteri resistenti all’ozono. Per questi motivi viene utilizzato nell’industria alimentare per la conservazione dei prodotti e per la sanificazione degli ambienti. Viene usato per potabilizzare le acque di molte città come Torino, Nizza, Parigi, Mosca e in molti stabilimenti balneari: in Germania quasi tutte le stazioni termali lo utilizzano sia per trattare le  otabili, le piscine che per diverse applicazioni mediche.

Sul Covid-19 è efficace per le diverse azioni svolte contemporaneamente: riduce l’infiammazione, attiva il microcircolo, aumenta la produzione di energia cellulare e l’ossigenazione dei tessuti, danneggia il virus e gli impedisce di riprodursi. Tutti quelli che lo hanno usato, ne hanno tratto beneficio. Se fosse stato usato in tutti i centri Covid, sin dai primi sintomi dell’infezione, avremmo potuto evitare a molti pazienti la necessità di ricovero in rianimazione, ridurre i morti e, forse, anche la durata del lockdown con gli effetti deleteri, non solo economici, che saremo in grado di valutare più avanti”.

Si parla tanto del vaccino … e nel frattempo, cosa possiamo fare?

E’ una situazione complicata. Sappiamo ancora molto poco di questo virus. Quello che si sa lo sappiamo grazie alle autopsie fatte nel bresciano e nel bergamasco a dispetto delle disposizioni ministeriali. Oggi non sappiamo ancora se questo virus dà un’immunità stabile, per intenderci tipo quella del vaiolo e della poliomielite. I vaccini antinfluenzali sappiamo che spesso non riescono a coprire tutte le tipologie virali. Per questo il vaccino sarà utile solo se sarà in grado di garantire appunto un’immunità stabile. Nel mentre possiamo senz’altro migliorare il nostro sistema immunitario attraverso una moderata attività fisica e mangiando sano. E poi investire sulla prevenzione”.