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A Nichelino arriverà questa metropolitana?

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Difficilmente i nichelinesi più anziani vedranno sbucare la talpa della metropolitana da sotto il Sangone. I più giovani chissà. Non è il Rubicone, ad ogni modo il dado è tratto: la metro a Nichelino prima o poi si farà.

Qualche settimana fa il Comune ha annunciato che l’Agenzia per la Mobilità in Piemonte ha stanziato i fondi per predisporre uno studio di fattibilità sul prolungamento della Linea 1 da piazza Bengasi a Nichelino. Sgomberato il campo da una questione che aveva tenuto banco in una fase precedente del dibattito (prolungamento verso Moncalieri-corso Roma o verso Nichelino?), ai nuovi blocchi di partenza di piazza Bengasi si prospettano tre ipotesi e tre mete: Nichelino centro con capolinea alla Stazione ferroviaria, piazza Di Vittorio con deviazione verso zona Carpice oppure piazza Di Vittorio con deviazione verso Tagliaferro (sic!). A Nichelino ovviamente fin d’ora si tifa per la prima opzione.

Certo, il travagliato destino del cantiere per la tratta Lingotto - piazza Bengasi non induce a facili ottimismi. Partenza nel 2008, la fine lavori era prevista per il 2015, ma tra ritardi, blocchi, fallimenti di ditte appaltatrici, ora si parla per l’entrata in funzione di inizio 2021. Sempre che non subentrino altre complicazioni, come da copione che ormai scandisce la realizzazione di tutte le opere pubbliche. Il nuovo tratto di tunnel comunque è stato completato, si sta lavorando all’allestimento delle due stazioni: quella a servizio del grattacielo della Regione (… lasciamo perdere) e quella del capolinea. Deve ancora partire invece il previsto parcheggio multipiano per cui la piazza è destinata a restare ancora un cantiere, anche dopo la messa in esercizio della metro.

Se proiettiamo lo spazio nel tempo, per realizzare poco meno di 2 chilometri c’è voluta una dozzina d’anni. Dunque per coprire i quasi quattro chilometri che separano piazza Bengasi da Nichelino si arriverà almeno al 2045? All’altro capo del tunnel ci sta Rivoli e sulla direttrice di corso Francia l’agognato prolungamento pare più vicino, anno 2024 o giù di lì.

Anche la Linea 2 si farà: qui il via libera dalla Regione era arrivato nel 2009. Tracciato da Torino nord a Orbassano, lunghe discussioni sui punti dove collocare le stazioni: nel 2014 è stato approvato lo studio di fattibilità. Si comincerà a scavare forse prima del 2022. Sono in progetto 26 chilometri di percorso e 33 stazioni da realizzare, come già avvenuto per la Linea 1, in più lotti. In una qualche data del futuro si potrà andare da Orbassano a San Mauro passando sotto il centro di Torino e toccando Fiat Mirafiori, Stadio Olimpico, Politecnico, Università, zona Dora e Ospedale San Giovanni Bosco.

Se ne sta mettendo di carne al fuoco per la metropolitana, perlomeno in termini di studi di fattibilità. Infatti si è già cominciato a parlare della Linea 3 che, secondo le prime ipotesi, dovrebbe partire da Venaria alla volta di Allianz Stadium, Ospedale Maria Vittoria, Palazzo di Giustizia, Borgo San Paolo, stazione Lingotto e così via verso il centro di Torino e verso il Po. Le idee abbondano, i finanziamenti e le possibilità di tradurle in realtà meno.

La tratta Bengasi – Nichelino riuscirà ad emergere in mezzo a tutto questo po’ po’ di roba?

Senza dimenticare che da queste parti c’è sempre in ballo l’interramento/raddoppio della ferrovia. Troppa grazia, penserà qualcuno: se la metropolitana, sotto via Torino, arriverà fino alla stazione che bisogno ci sarà ancora a Nichelino di interrare la ferrovia?

Servirebbe sì, almeno fin che ci saranno dei binari e dei treni che passano, non fosse altro per eliminare le code ai passaggi a livello dove ogni tanto qualche auto rimane incastrata. Ma dopo l’ennesima fiammata nella scorsa primavera il mitico “interramento” è nuovamente sparito dai radar. L’ultima notizia è che si attende da RFI il nuovo studio di fattibilità – che, manco a dirlo, sarà quello decisivo - per individuare la migliore soluzione, in attesa della congiunzione astrale che faccia coincidere progetti e finanziamenti.

Resta perciò sempre attuale il motto speranzoso, cavallo di battaglia di tante campagne elettorali: “l’interramento della ferrovia si farà”. Come vola però il tempo. Sono già passati altri vent’anni.