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Mar, Set
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L'estate calda della politica

Inchieste
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In questa estate infuocata della politica italiana anche a Nichelino la temperatura è tornata ad alzarsi. Non per la crisi del Governo, ma

per un nuovo colpo di scena all’interno del centro sinistra locale. Come si ricorderà quest’ultimo alle elezioni comunali del 2016 si era presentato diviso e i due candidati a sindaco erano andati al ballottaggio: da una parte la coalizione di Franco Fattori (appoggiata anche dal PD ufficiale) e dall’altra quella di Giampiero Tolardo, sostenuta da lista D’Aveni, Partito Comunista e due liste civiche di cui facevano parte anche candidati provenienti dal partito democratico. Con la vittoria della coalizione di Tolardo il PD a Nichelino era così finito all’opposizione. Situazione paradossale, perché nel frattempo alcuni fuoriusciti erano poi rientrati.

A monte c’era la frattura della precedente legislatura (culminata con la sfiducia al sindaco Riggio ed il commissariamento del Comune) ed ancor prima c’era stato il lungo braccio di ferro all’interno dello stesso PD tra i gruppi di Buglio/Bonino, Riggio e Fattori.

Ora, a seconda dei punti di vista, il quadro si ricompone o torna a ingarbugliarsi, perché nell’ultimo Consiglio Comunale prima della pausa d’agosto 6 consiglieri eletti nelle liste di Tolardo (ossia un quarto dei componenti del Consiglio stesso) hanno dichiarato di voler aderire al gruppo del PD. Il preludio era stata la candidatura dem in Regione dell’assessore Diego Sarno, andata a buon fine. In sua sostituzione nella Giunta comunale Tolardo ha poi nominato Michele Pansini che a sua volta ha subito annunciato di aderire al PD.

“Uniti si vince” è la parola d’ordine che ha l’avvallo del sindaco Tolardo: “Sto lavorando per arrivare a costruire un soggetto politico molto ampio e su questo non si torna indietro. Lo avevo detto fin dall’inizio del mio mandato”. Sulla stessa lunghezza d’onda Sergio Ferrio, uno dei sei consiglieri che in Consiglio ha annunciato di voler cambiare gruppo: “L’unica strada per battere la destra di Salvini è una forza inclusiva di centro e di sinistra”.

Ma la restante parte degli iniziali compagni di viaggio della coalizione di Tolardo non l’ha presa bene. “Una sgrammaticatura istituzionale che sfiora il grottesco, un esempio di gattopardismo”, è il commento di Novaco Sabino. “Il sindaco si era identificato come il garante di questa maggioranza, assicurandone la sua composizione fino alla fine del mandato", aggiunge

Francesca Polvere. Critico anche Franco Ripani:Si è usata la politica del fatto compiuto e non mi pare che questo metodo possa valere all'interno di una maggioranza. Non concordo nemmeno nel merito, perché a me sembra abbastanza chiaro che la maggioranza espressa dalla volontà popolare nelle elezioni del 2016 non coincida con quella che si sta prefigurando in questa aula consiliare”.

Stilettate via Facebook sono poi rimbalzate tra il sindaco e l’assessora Sibona, che in segno di dissenso aveva abbandonato l’aula consiliare.

Dai banchi del M5S Paolo Biasiol: “ecco il più classico copione, degno della miglior prima repubblica: il ribaltone”. In chiusura di seduta la domanda ironica di Antonella Pepe: “A questo punto ci piacerebbe sapere chi sta in maggioranza e chi sta all’opposizione”.

Risposta per ora in sospeso. La prossima seduta del Consiglio Comunale è in calendario per fine mese. Si vedrà che succede: se ci saranno altri scossoni o se la Giunta Tolardo, con un PD più che raddoppiato per numero di consiglieri, potrà contare su una maggioranza praticamente di tipo bulgaro fino al 2021, dato che a Nichelino il centro destra in Consiglio Comunale non ha attualmente rappresentanti.