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Terremoti elettorali

Inchieste
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Ad ogni elezione il suo terremoto. Anche a Nichelino il dato più eclatante delle Europee e Regionali 2019 è la Lega di Salvini che balza al 30% divenendo la prima forza politica in città.

Cose mai viste: nel 2014 la Lega a Nichelino era al 3%; alle politiche del 2018 saliva al 17% e in molti erano pronti a scommettere che quello sarebbe stata la punta massima. Invece nel giro di un anno ha quasi raddoppiato la percentuale.

Il tonfo questa volta è toccato al Movimento 5 stelle: 30% alle Europee del 2014; 38% alle Politiche dell’anno scorso e drastico ridimensionamento al 20% alle elezioni di maggio 2019 con numero di voti praticamente dimezzato. Nella società liquida e al tempo dei social anche i flussi elettorali sono diventati qualcosa di estremamente volatile.

Nello schieramento di centrodestra la performance della Lega continua ad erodere consensi a Forza Italia, mentre regge Fratelli d’Italia in leggera crescita. Nel centrosinistra alle Europee il PD è al 25%; recupera duecentocinquanta voti e cinque punti percentuali rispetto alle Politiche del 2018 rimanendo però molto lontano da quel 40% del 2014.

A Nichelino nel voto per le Regionali la coalizione a sostegno di Chiamparino in controtendenza vince di misura contro quella di Cirio (39,35% contro 38,73%). In più riesce ad eleggere in Consiglio Regionale Diego Sarno, assessore in Comune nella giunta Tolardo e candidato per la Regione nel PD. Sarno ottiene un ottimo risultato personale in termini di preferenze: oltre 4.000 voti, di cui quasi 1.700 a  Nichelino dove incassa anche il supporto dei renziani Buglio e Bonino. Si difende bene anche l’altro candidato nichelinese Carmine Velardo, nella lista dei Moderati: oltre mille preferenze, ma la sconfitta di Chiamparino in Piemonte non dà spazio a speranze di ripescaggio.

L’altro dato significato del voto a Nichelino è stato l’aumento dell’astensionismo: l’anno scorso la percentuale dei votanti era al 75%; quest’anno è scesa al 60%. Questo - 15%, ossia circa 5.500 persone in meno. non è affare da poco. In buona sostanza significa che 4 elettori su 10 non sono andati a a votare, per cui il “partito del non voto” è di fatto la prima forza politica in città.

Salvo elezioni politiche anticipate, la prossima scadenza elettorale sarà quella per le Comunali nella primavera del 2021. Chissà se ci saranno nuovi terremoti.

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