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Invecchiando si (dis)impara?

Inchieste
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La terza età è spesso un tempo di grandi cambiamenti: nuove abitudini e nuovi ruoli rivestiti in famiglia e nella propria comunità.

Da papà indaffarato a nonno sorridente e tuttofare, da uomo d’affari “agenda alla mano” a pantofolaio divoratore di tutti quei libri che non si aveva mai il tempo di leggere.

E mentre da una parte si gode di aumentata saggezza, maggiore consapevolezza, e di un tempo finalmente un po’ più dilatato, può anche succedere talvolta che si inizino a notare dei cambiamenti in termini di prontezza e disinvoltura nel modo di interagire con gli altri. Può accadere che non sempre sia così facile cogliere le battute di amici e familiari, i nipoti sembrano parlare troppo velocemente, e la nostra dolce metà spesso ci rimprovera di saltare di palo in frasca quando raccontiamo qualcosa. Molti ci dicono (compresi gli autori di questo articolo) che siamo fortunati ad avere più tempo a disposizione. Eppure, anche quel tanto tempo a volte non basta e si fa più fatica a pianificare la propria giornata.

Questi sono solo esempi di un processo fisiologico che riguarda l’invecchiamento – anche quello sano – e che ha a che fare con il decadimento delle abilità comunicative, che ci permettono di interagire in modo efficace e appropriato con il mondo circostante. Per qualcuno si tratta di cambiamenti lenti e impercettibili; per altri, le difficoltà nell’interazione comunicativa possono rappresentare una fatica in grado di interferire, anche seriamente, con le proprie abilità sociali e minare la qualità della vita.

Da cosa dipendono questi cambiamenti? Quali sono quelle capacità che più di altre possono andare incontro a un declino con l’aumentare dell’età? Da cosa dipendono quelle difficoltà nel comunicare che possono riscontrarsi nel corso della famigerata terza età? E, infine, cosa vuol dire invecchiare in modo sano?

I risultati di uno studio, condotto all’Università di Udine e pubblicato sull’illustre rivista Aphasiology, hanno messo in luce come abilità comunicative quali, ad esempio, la gestione di una conversazione, l’utilizzo di metafore e ironia e la capacità di cogliere le inferenze, subiscano un decadimento durante l’invecchiamento, anche in relazione al livello di istruzione che può fungere – insieme ad altri - da fattore di protezione.

Le difficoltà comunicative possono avere un impatto sulla qualità della vita, rendendo più difficile lo svolgimento delle attività quotidiane, la gestione delle relazioni sociali e aumentando la condizione di fragilità e isolamento.

Non è ancora chiaro dai dati presenti nell’attuale letteratura a cosa sia dovuto questo tipo di decadimento e soprattutto quale sia il ruolo concorrente di altre abilità cognitive. Parliamo in particolare di abilità che entrano in gioco nella vita di tutti i giorni come la memoria, l’attenzione e le capacità che permettono di organizzare e pianificare e risolvere problemi (note come Funzioni esecutive). Inoltre un'altra abilità che sembra giocare un ruolo è quella che i ricercatori del settore chiamano Teoria della Mente, che consiste nella capacità di mettersi nei panni degli altri e ci guida nelle nostre relazioni. Queste abilità sembrano, infatti, interagire con la capacità comunicativa durante tutto l’arco di vita e avere quindi un impatto significativo sul declino comunicativo nella senescenza.

Anche l’Università di Torino ha recentemente iniziato ad occuparsi in maniera più approfondita di queste tematiche. In particolare, il gruppo di ricerca GIPSI del Dipartimento di Psicologia, coordinato dalla prof.ssa Francesca Bosco, ha da qualche anno dato vita al progetto AttivaMENTE . Il progetto fa parte dell’iniziativa #hackUniTO for Ageing, lanciata dall’Università di Torino per promuovere la ricerca nel campo dell’invecchiamento. AttivaMENTE ha lo scopo di indagare se e come le abilità comunicative e sociali si modifichino durante l’invecchiamento e quali siano i fattori cognitivi che hanno un ruolo nella strutturazione di interazioni comunicative efficaci nella vita di tutti i giorni.

A partire da quest’anno AttivaMENTE vede il coinvolgimento, come partner del progetto, dell’Unitre - Università delle Tre Età di Nichelino che da anni è presenza attiva e propositiva sul territorio promuovendo con le sue attività culturali e formative di ottimo livello, uno stile di invecchiamento sano. Per maggiori informazioni e per partecipare al progetto AttivaMENTE: Dott.ssa Dize Hilviu, tel. 011. 6703065 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..