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- Fede e Archeologia - Alle origini del Natale

Inchieste
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Egeria, una donna che si recò in pellegrinaggio tra il 381-384 d.C.  nei luoghi dove visse Gesù, ha lasciato in una sorta di “diario di  viaggio”

parecchie annotazioni  in cui emerge come già a quel tempo fossero stati costruiti luoghi di culto cristiani nei punti identificati come quelli citati nella narrazione dei Vangeli.

Così ad esempio Egeria, a proposito di Betlemme, descrive le celebrazioni dei pellegrini  per ricordare l’evento della nascita del Messia: “A Betlemme per otto giorni, ogni giorno, la festa col suo ornamento viene solennizzata dai presbiteri, da tutto il clero del luogo e dai monaci che dimorano in quel posto. Infatti in quell’ora in cui tutti ritornano di notte a Gerusalemme col vescovo, proprio allora i monaci di quel luogo, quali siano, vegliano fino al mattino nella chiesa di Betlemme, dicendo inni e antifone. Per la solennità e per la festa di quel giorno si raduna a Gerusalemme un’immensa moltitudine da ogni parte, non solo di monaci, ma anche di laici, uomini e donne”.

Curiosamente nella Bibbia ebraica Betlemme è denominata Beth Lechem, ossia “casa del pane” o anche  Efrata che letteralmente significa "fruttifera", mentre in arabo è chiamata  Beit Lahm che vuol dire "casa della carne", In questa località attorno al 1200 a.C si insediò la tribù che avrebbe poi dato i natali al re Davide e qui, secondo i Vangeli, nacque Gesù mentre Maria e Giuseppe lì si trovavano per il “censimento” in quanto discendenti da quello stesso clan del re  Davide.
La Basilica della Natività (nella foto), che secondo la tradizione è edificata sulla grotta/abitazione/stalla in cui avvenne il parto, ha una storia antichissima. Gli scavi archeologici, iniziati negli anni Trenta del secolo scorso e poi portati avanti dal grande archeologo francescano Padre Bagatti, hanno portato alla luce i resti di un edificio precedente, ossia la chiesa fatta costruire da Elena nel 333 d.C, (madre dell’imperatore Costantino), che è quella citata nel diario della pellegrina Egeria.

E’ attendibile che sia proprio quello il sito menzionato nei Vangeli. Con  la completa distruzione di Gerusalemme ad opera dei Romani  nel 70 d.C e seguenti i luoghi di culto delle prime comunità giudeo-cristiane, sorti nei luoghi più significativi della vita di Gesù, furono abbattuti e sostituiti da templi dedicati agli dei di Roma. Quando il Cristianesimo divenne “religione lecita” nell’impero, le comunità cristiane tornarono a colpo sicuro su quel luogo, ne rientrarono in possesso e vi edificarono nuove chiese (lo stesso avvenne per il Santo Sepolcro a Gerusalemme).

Nell’area gli archeologi hanno individuata la presenza di diverse grotte con caratteristiche simili a quella della Natività. Più volte saccheggiata, distrutta e restaurata, ad esempio la Basilica nel 531 fu ricostruita dall'imperatore Giustiniano che fece realizzare un mosaico con l'immagine dei Magi in costumi persiani. Questo particolare nel secolo successiva salvaguardò la chiesa durante un’invasione dalla Persia: i soldati si fermarono di fronte a quell’immagine che riconobbero come loro.

Oggi la situazione a Betlemme è sempre molto tesa. Il muro, che separa Israele e i territori amministrati dall’Autorità Palestinese, si incunea tra le case. Ma qui, come ai tempi di Egeria, accorrono i pellegrini, sulle orme di quel gruppo di pastori che duemila anni fa lì fu colto da stupore di fronte ad un bambino deposto in una mangiatoia.