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Mer, Feb
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Ripensare le politiche sociali partendo dal territorio

Inchieste
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Nel 2017 il Comune ha assegnato, sulla base di un bando, un contributo complessivo pari a 30.650 euro (già consegnati al 50%) a sei associazioni

cittadine per progetti di inclusione sociale. Il contributo non è andato a coprire completamente il valore dei progetti, che valevano oltre 50.000 euro, ma ha rappresentato più che una solida base per realizzare attività di accoglienza e sostegno, riabilitazione e sport.

 Le associazioni di volontariato sono da sempre un po’ il fiore all’occhiello della città e saranno parte attiva nella ristrutturazione complessiva del sistema del welfare che è iniziato col progetto Welfare Nichelino 2018-20 in concerto con l’Università di Torino che sta lavorando per conoscere fabbisogni e servizi. Da qui partirà la ridefinizione dei regolamenti comunali così come l’apertura di nuovi servizi, a partire ad esempio dall’Organismo di composizione della crisi da sovra indebitamento, uno sportello che serve a privati ed imprese in difficoltà per abbassare l’ammontare dei debiti contratti, proponendo una sorta di piano di rientro. Attivata anche la collaborazione con la Fondazione Operti per gli interventi di micro-credito e per i cosiddetti prestito della speranza. “Nel 2018 - dice Maria Gabriella Ramello, assessore al welfare - emetteremo un nuovo bando sempre riservato alle associazioni di volontariato del territorio”.

Per quanto riguarda le politiche abitative, sembrano rientrate le emergenze di inizio 2018: ”Da inizio anno sono stati gestiti, dagli uffici comunali, una quindicina di sfratti. A breve apriranno due alloggi di co-housing dove potremo ospitare uomini o donne con bambini per i casi più urgenti. Casi che poi saranno presi in carico complessivamente attraverso percorsi che non prevedono solo l’assegnazione della casa a chi hai i requisiti, ma anche una valutazione complessiva delle criticità. Si vuole quindi superare l’intervento di pura assistenza economica con l’attivazione di azioni volte a recuperare l’autonomia reddituale delle famiglie”. Insomma, si cercherà di dare una risposta più organica, affiancandola agli interventi di ospitalità temporanea e a quelli economici di sostegno già in essere.

Cambiando pagina, ma rimanendo nella cronaca più attuale, considerate gli ultimi sviluppi a livello nazionale sul tema migranti, si può affermare che Nichelino, da qualunque punto la si guardi, vive una situazione di integrazione gestita, senza eccessi e impatti sul piano sociale. I 130-150 migranti che dovevano arrivare a partire dal 2017, in pratica non si sono visti. Insomma, se da un lato si poteva fare di più, dall’altro si è scelto di intervenire a piccoli passi. Merito, anche, di una gestione complessiva fatta dagli uffici comunali e da quei soggetti (sindacati, Acli, parrocchie…) che fanno parte del Tavolo Migranti. “Siamo partiti da un mese con il Progetto SPRAR. Ci sono quattro alloggi attivati dalla Cooperativa Liberi Tutti che arrivano ad ospitare 15 ragazzi, tutti migranti che hanno già ottenuto lo status di rifugiati. La cooperativa  sta lavorando per inserimenti in tirocinio o in progetti di borse-lavoro a spese della cooperativa e che così non si vanno a sottrarre le risorse destinate ai problemi di occupazione locale. Sono persone che iniziano a circolare sul territorio e che hanno partecipato all’iniziativa che si è tenuta al centro Anziani “Grosa” il 20 giugno. Parallelamente l’Associazione L’Ulivo si sta occupando dell’inserimento di mamme con figli”.