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Mer, Mag
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Il pagliaio

Grani di sale
F
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Era l’anno 1937, lo ricordo bene. In cascina, dove sono nato nel 1930 al numero 416 di via Nizza, i ragazzini miei coetanei c’erano sempre. Giocavamo tutti insieme e nonostante lo scombussolamento delle galline che vivevano libere nell’aia i miei genitori permettevano ai miei compagni di scuola di giocare nel nostro cortile. C’era anche un ragazzo dodicenne o forse più che aveva in tasca degli zolfanelli. Lui fumava già qualche sigaretta autoprodotta: barba delle pannocchie di granturco e una striscia di carta raccolta in giro. Fu lui che accese un fiammifero all’ombra di un pagliaio. A un certo punto il pagliaio si incendiò e le fiamme divamparono divorandolo.

Grazie a Dio qualcuno corse all’angolo della vicina scuola Re Umberto, dove c’era (e c’è ancora) la caserma dei Vigili del Fuoco i quali intervennero prontamente salvando la fattoria e le vacche legate nella stalla.

Bella storia, vero? Ve l’ho narrata per dirvi che bisogna stare attentissimi agli incendi e anche ai giochi dei ragazzini, specie se vispi e spensierati…

Ma soprattutto questa storia – vera! – ve l’ho narrata a modo di allegoria per ospitare una domanda che è allegorica fino ad un certo punto. Oggi l’umanità sta scherzando troppo con il fuoco politico ed un incendio può diventare planetario. Non è solo possibile, ma addirittura probabile. La 3ᵃ guerra mondiale...! Facciamo tutti attenzione a questa evenienza!!!

don Paolo