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"Il quarto cavaliere"

Grani di sale
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Pandemia: è una parola drammatica, molto in uso nel nostro tempo. Si pronuncia con tremore, perché indica uno dei mali peggiori dell’Umanità, cioè la malattia, la pestilenza! La pandemia porta con sé una peculiarità: non si sa bene da dove viene e quanto dura. Si sa però che quando arriva non è facile scrollarsela di dosso.

Ancora: quando se ne va, lascia sempre qualche sgradevole segno a chi l’ha ospitata.

Qualche sapiente di antropologia ha voluto giustifica le malattie (o pandemie) dicendoci che esse fungono da equilibratrici demografiche, ma il buon senso rifiuta spiegazione. I nostri vecchi hanno lottato tanto per vincere la pandemia, per esempio quella del 1918 che è scoppiata come codicillo della Prima Guerra Mondiale. La cosiddetta “spagnola” uccise cinquanta milioni di persone.

Anche nel 1918 il male arrivò in punta di piedi e se ne andò solo quando aveva concluso la sua strage.  Speriamo che l’attuale Covid ci sia più benevolo, con un piano di guerra meno crudele.

Lo scrittore Andrew Nikiforuk, nel suo libro dal titolo “Il quarto cavaliere”, così ha scritto sulla pandemia attuale: “I virus vanno e vengono silenziosamente, perché sono un promemoria per dirci cos’è la vita”.

Che ne dite?

P&N