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Dom, Apr
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Il monumento a Lucifero

Grani di sale
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Certamente qualche lettore ha fatto una gita fino al Pian della Mussa, nell’estremo lembo d’Italia. Lì finisce la Val di Lanzo racchiusa dai monti e dai ghiacciai della Bessanese e della Ciamarella.

Nella valle del versante francese c’è il paese di Bessans con la sua bella chiesetta in pietra. Tutto sarebbe addirittura bellissimo se in un punto della piazza i nostri cugini d’oltralpe non avessero voluto costruire un monumento al diavolo, il signor Lucifero.

Comunque i francesi dicono che "ça va bien", va bene così. Se ti informi meglio scopri che in chiesa vanno in pochissimi, quando ancora arriva il prete per la Messa…

In questi giorni i media parlano pure di un altro monumento a Lucifero, fatto costruire dalla sindaca di Segovia, una splendida città spagnola ad un’ora da Madrid. Qui, a differenza dei francesi, la gente ha protestato con forza. Il dibattito veemente è ancora in corso. Lei si difende adducendo una leggenda di Segovia della quale però ribalta il significato.

Si tramanda che tanti secoli fa lì vivesse una ragazza che faceva la “portatrice d’acqua”. Un giorno stramazzò al suolo esausta dalla fatica e gridò: “Satana, portami l’acqua, in cambio ti regalo la mia anima!” e il diavolo iniziò a costruire il famoso acquedotto di Segovia. Quando si rese conto della bestemmia la ragazza si pentì amaramente e chiese perdono a Dio che nella sua misericordia le condonò il peccato. In quella stessa notte – narra la leggenda – dal cielo scese così tanta acqua da formare le sorgenti che oggi ancora dissetano la città.

Vedete come la Sindaca ha attribuito a Lucifero ciò che è di Dio, proprio come fa parte dell’umanità che ha perso il ben dell’intelletto e non volge più gli occhi al cielo!

Forse per questo Gesù ha gridato. “Guai al mondo!” (Mt. 18,7)

P&N