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Dom, Giu
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Ripensare l'Europa

Grani di sale
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Esattamente 60 anni fa (marzo 1957) con i Trattati di Roma si ponevano le basi dell’Europa Unita. Unire gli Stati Nazionali del continente europeo è stata la magnifica Opera di uomini saggi, geniali e amanti della Pace.


Così come la Brexit è un’opera in senso inverso: individualista e bellicosa. Però è bene comprendere che un corpo umano (come i 28 Stati della U.E.) non può reggersi se non ritrova quell’Anima che nel tempo l’ha formato… Si tratta di un afflato vitale che discende dalla cultura della Magna Grecia, della Latinità e soprattutto dalla prodigiosa rivoluzione cristiana, unita alle radici giudaiche che risalgono ad oltre quattro millenni.

Invece l’Europa attuale a un certo punto ha deciso di affrancarsi dalla sua Storia e cultura. Anzi, combatte subdolamente la matrice cristiana di se stessa, in nome di quei Lumi della Rivoluzione Francese la cui luce assai modesta proviene pure dall’unica fonte, che è il Verbo Cristiano…

Ora l’Europa ha scelto come Dio il Vitello d’oro! Il vitello della finanza e delle banche dove arricchiscono solo i privilegiati.

Questa constatazione mi stringe il cuore e mi porta, con la mente, a rivedere quei grandi padri fondatori che, nell’immediato e catastrofico dopoguerra, sognarono il nostro futuro: un’Europa unita, giusta, solidale, pacifica e forte e soprattutto ben ancorata ai valori spirituali della sua Storia.

Invece l’Unione ha costruito sull’Europa una struttura inaccettabile per i Popoli, perché assomiglia ad una “società commerciale” dove il do ut des non ha pietà per i deboli e per i poveri che, forse, sono la maggioranza della gente…

Europa, stai attenta alla rabbia dei poveri! Gli “exit” sono solo all’inizio. Impara qualcosa anche dai Trump, dai Le Pen ecc. Potrebbero rovesciare questo fragile castello di carte!

P&N