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Ritrovare il tempo

Società e cultura
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- di don Davide Chiaussa -
Siamo entrati nel tempo dell’estate, per le parrocchie tempo dedicato alle attività estive con i ragazzi: tempo di gioco, di riflessione, di crescita insieme.

Il tempo dell’estate è anche tempo di riposo e di vacanza, per apprezzare la natura, per respirare l’aria delle nostre montagne o per rinfrescarsi nelle acque dei nostri mari, o per recuperare relazioni che per la frenesia del lavoro quotidiano abbiamo trascurato. Anche la nostra relazione con Dio potrebbe ritrovare un po’ di qualità, magari con una lettura spirituale o con tempo di preghiera più curato e profondo. Perché anche la preghiera patisce la frenesia della quotidianità.

Non è facilissimo parlare della preghiera o definirla in maniera semplice. Tantomeno esaurire l’argomento in queste poche righe. Pregare significa prendere confidenza con un mondo che si muove dentro di noi fatto di pensieri e sentimenti dove non sono solo io a parlare, non sono solo io a chiedere cose, non sono solo io a cercare soluzioni veloci a problemi complessi: uno spazio nel quale lo Spirito Santo ci plasma come un vasaio la sua creta.

Con la nostra preghiera da dove si potrebbe cominciare? Proviamo a richiamare alcuni elementi essenziali, rendendomi conto del rischio grande di banalizzare un tema così importante e caro alla nostra tradizione cristiana.

La preghiera ha bisogno di tempo, non di un tempo qualunque, ma del tempo migliore della nostra giornata. Il nostro tempo normalmente è assorbito dalle faccende quotidiane, dal lavoro: spesso lasciamo alla preghiera solo quei ritagli in cui, proprio perché stanchi, veniamo distratti da tanti pensieri e preoccupazioni. Gesù sceglieva spesso la mattina presto per pregare, quando la luce del sole ci viene incontro, quando ci prepariamo ad affrontare la nostra giornata, quando è possibile gustare il momento più silenzioso della giornata. La preghiera infatti, ha bisogno di silenzio, di un silenzio di qualità. È nel silenzio che nascono parole, quelle belle, quelle che sanno esprimere meglio la nostra interiorità ed è sempre nel silenzio che mette radici la Parola viva del Padre.

La preghiera non è “solamente” rientrare in sé stessi come avviene ad esempio in forme di meditazione orientali. La preghiera cristiana è l’incontro con una presenza. Nella preghiera non sono semplicemente di fronte a me stesso, ma di fronte a Dio che desidera stare con me, dialogare con me attraverso il suo Spirito. Anche la fede cristiana ovviamente conosce la meditazione, ma forse la preghiera è qualcosa ancora di diverso, proprio perché relazione con il Padre. Sembra una precisazione banale, ma ad esempio un certo tipo di meditazione invita a chiudere gli occhi, cercando di liberare la mente da tutti i pensieri buoni o cattivi che siano. Tutto deve scomparire, cominciando dai sentimenti, dai dolori, dai conflitti. Nella nostra preghiera possiamo ovviamente chiudere gli occhi, ma non cerchiamo di cancellare i nostri pensieri o i nostri conflitti, ma li portiamo, o forse sarebbe meglio dire li riviviamo con Dio nella preghiera. Gli occhi sono chiusi, ma gli occhi dell’anima sono aperti sulla nostra vita, perché è lì che lavora la grazia di Dio.

La grazia di Dio, così normalmente definiamo i suoi doni, si manifesta spesso non con la soluzione facile a problemi complessi, ma con una maturazione umana che ci porta a riconoscere che, se anche il problema complesso non è stato ancora risolto, umanamente scopro in me la forza e la lucidità per affrontarlo con fiducia e speranza, in attesa di una risoluzione che non sia “solo” frutto di un miracolo, ma anche del mio coraggio, della mia forza, della mia fede in Dio.

Sarebbe bello dire ancora tante cose sulla preghiera, soprattutto condividere i frutti spirituali del nostro stare di fronte al Signore. Il mio desiderio era semplicemente quello di rilanciare, per questa estate, la proposta di dedicare un po’ di tempo per prendersi cura della propria vita interiore e della propria preghiera per riprendere poi il nostro lavoro con una spinta diversa.

Buona estate a tutti anche a coloro che per motivi diversi non potranno vivere un tempo di vacanza, ma che potranno comunque, in qualunque luogo, camminare sui sentieri dello spirito.

Don Davide Chiaussa
Parroco