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Gio, Giu
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Ti aspetto per un caffè - La fisica e i social

Società e cultura
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“Chi l’avrebbe detto che anche oggi sarebbe venuto giù un temporale - dice mio figlio - toccandosi i capelli completamenti bagnati. Altro che maggio sembra tornato l’inverno!”.

“Va bene, hai ragione, ma forse devo ricordarti che hanno inventato gli ombrelli per ripararsi dalla pioggia. Dai asciugati, che verso il caffè nelle tazze”.

Quando mio figlio è tornato in cucina aveva lo sguardo furbetto con il sorriso appena accennato, lo stesso che aveva da piccolino quando doveva chiedere qualcosa di insolito. “A proposito di invenzioni cosa ne pensi, cara mamma, del docente che sta spopolando sul web? Il professor Vincenzo Schettini ormai è diventato un fenomeno, ne parlano tutti. Questo tuo collega, laureato in fisica, arrivato a svolgere il suo ruolo di insegnante in una scuola superiore, ha deciso di diventare un divulgatore scientifico e ha capito che l’unico modo per farlo era uscire dallo spazio limitato di un’aula scolastica e approdare nel mondo dei social. Ora è presente su tutti i canali e dopo l’uscita del libroLa fisica che ci piace’, incontra i lettori di ogni età nelle librerie e nelle scuole riempiendo anche i palazzetti. Come vedi, cara mamma, i social non sono cose da demonizzare!”

“Mi hai messo con le spalle al muro e devo darti proprio ragione. I social, se usati correttamente, sono un mezzo per diffondere e condividere contenuti a una moltitudine di persone. In questo caso il professor Schettini ha colto nel segno. Come tu stesso mi hai fatto notare, è una persona istrionica, non passa inosservata: ha una pettinatura stravagante e gesticola tanto di fronte alla telecamera. Per avere un seguito doveva incuriosire il suo pubblico, salire sul palcoscenico, ma la sua performance non è stata un fuoco di paglia, perché ha saputo sfruttare l’asso nascosto nella manica: la sua capacità di arrivare alle persone, l’empatia accompagnata da una grande passione per ciò che racconta. Sai, spesso gli insegnanti, una categoria di cui faccio parte ma di cui riconosco i limiti, non vivono il loro lavoro con la giusta passione; a volte sono annoiati e stanchi di proporre contenuti e nozioni a studenti che non hanno più voglia di ascoltare”.

“Mamma vedi, questo docente, che io ammiro e seguo con interesse, è riuscito dove molti hanno miseramente fallito, è riuscito a far capire come ci sia una spiegazione scientifica dietro ai fenomeni più comuni. Per esempio in un video fatto con il campione di nuoto Gregorio Paltrinieri ha spiegato che se si nuota con la mano con le dita leggermente aperte si va più veloci, perché si sposta più acqua. In un altro video ha dimostrato che per montare meglio gli albumi a neve, bisogna aggiungere qualche goccia di limone: gli albumi contengono proteine che hanno una carica negativa e tendono a respingersi, il limone neutralizza questo fenomeno grazie alla sua carica positiva e le molecole di albume quasi si abbracciano, creando dei legami. La scienza può aiutare anche nel risparmio energetico: foderare il retro del termosifone con carta stagnola permette al calore di diffondersi nella stanza. invece di andare nel muro

Notoriamente gli italiani, sin dai banchi di scuola, sono un po’ allergici alle materie scientifiche: non le capiscono, si chiudono mentalmente, non le approfondiscono. Il professor Schettini invece di partire dalle formule astratte, fa esempi concreti, che tutti possono comprendere e il pubblico si entusiasma”.

Nonostante il temporale la chiacchierata con mio figlio mi ha ridato il buon umore. In una società in cui l’unica forma di intrattenimento possibile sembra siano i programmi intrisi di volgarità e insulti sarebbe una svolta utilizzare anche la scienza come forma di intrattenimento.

Nadia Santo