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Pio XII e gli ebrei

Società e cultura
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I leader del “mondo libero” sapevano dell’esistenza dei lager nazisti, ma fecero ben poco per aiutare gli ebrei.

Uno dei pochi a mettere in campo qualcosa di concreto e ad organizzare una rete clandestina per cercare di salvarne il maggior numero possibile fu Papa Pio XII. Nel periodo immediatamente successivo alla guerra questo merito gli venne riconosciuto, ma a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, in occidente come nei regimi comunisti, per ragioni propagandistiche ed ideologiche, prese forma una vera e propria campagna denigratoria e di fake news nei confronti di Papa Pacelli con l’obiettivo di oscurarne l’operato ed anzi manipolare la verità storica in direzione opposta.

Le testimonianze e i documenti però sempre più confermano che Pio XII si impegnò in prima persona e contribuì a salvare migliaia e migliaia di ebrei dall’olocausto.

Qualche settimana fa per esempio è stata rinvenuta a Roma nell’archivio del Pontificio Istituto Biblico di Roma una copiosa documentazione che si riteneva dispersa e che contiene tra l’altro una lunga lista di famiglie ebree. Nella capitale migliaia di persone, per sfuggire alla persecuzione e alla morte, trovarono rifugio in conventi, compresi quelli di clausura, in più di 150 congregazioni religiose e in altre istituzioni cattoliche. L’operazione non fu solo il frutto della generosità e del coraggio di singoli, ma di una regia e di precise disposizioni provenienti dai vertici della Chiesa, a partire dallo stesso Papa.  

Gli elenchi ritrovati comprendono circa 4.300 persone: 3.600 sono identificate con certezza e per quasi tutti esiste la possibilità di un riscontro con i documenti conservati nell’archivio della Comunità Ebraica di Roma. Sono noti gli indirizzi di residenza e i luoghi dove furono nascosti per salvarli dalla deportazione nei lager.

La documentazione d’archivio contribuisce a ristabilire la verità storica. La scoperta di questa “lista” in originale è stata presentato durante il workshop “Salvati. Gli ebrei nascosti negli istituti religiosi di Roma (1943-1944)” che si è svolto il mese scorso presso il Museo della Shoah di Roma.

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