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Gio, Lug
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Perchè le biblioteche servono ancora

Società e cultura
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Le biblioteche, si sa, esistono da millenni, hanno accompagnato l’evoluzione e indicato il cammino della storia dell’uomo, del progresso scientifico e culturale.

Hanno alimentato la nostra civiltà. Tuttavia, non sono pochi, oggi, coloro che si interrogano sulla loro reale necessaria esistenza, in un mondo avviato sempre più velocemente verso il digitale, incentrato sulla connessione in rete. Si fa strada il dubbio sul bisogno reale di queste istituzioni nelle città, nelle scuole, nelle università.

Sul tema già si è detto sulle pagine di questo giornale, sul ruolo delle biblioteche e sulla funzione che sono chiamate a ricoprire all’interno di una comunità, in una realtà sempre più dinamica, sempre più veloce e, forse anche per questo, sempre più complessa, con la quale quotidianamente ci interfacciamo.

Vale la pena, quindi, evocare il pensiero di una tra le più note figure del mondo della biblioteconomia che con il suo pensiero ha saputo incoraggiare una riflessione più approfondita, invitandoci a un’analisi più accurata sul senso di una biblioteca nei tempi attuali.

Considerato un vero “guru” nell’ambito della nostra professione, David Lankes ha pubblicato libri sulle biblioteche, considerati opere rivoluzionarie, diventate il manifesto di un nuovo modo di intendere questa istituzione culturale di servizio pubblico.

R. David Lankes, direttore della Scuola di Scienze dell’Informazione presso l’Università del South Carolina, è autore di innovativi testi sulle biblioteche e sui bibliotecari, in cui espone il concetto portante della sua visione: la biblioteca incentrata non sulle “collezioni”, ma sulle capacità dei bibliotecari di promuovere e far migliorare il benessere (non solo) informativo della propria comunità, avendo come competenza fondamentale quella di essere facilitatori delle “conversazioni” alla base della conoscenza considerata pertanto come elemento sociale.

In questo nostro tempo abbiamo vissuto l’angoscia generata dalla pandemia, lo sgomento per la guerra in Europa, l'inflazione, il risveglio dell’odio razziale, un sempre più crescente divario ideologico: le nostre comunità si sono scoperte indebolite, vestite di una fragilità che non erano sufficientemente equipaggiate ad affrontare. La nostra società, travagliata da queste tempeste, ha esternato così un’urgenza a cui anche le biblioteche possono rispondere: facendo molto più che essere pronte a servire, mettendo in atto un’azione proattiva per salvare le comunità e nutrire le sue anime.

Una biblioteca moderna che stia al passo con i tempi - ci ricorda Lankes - può far prosperare una città, può costituire il suo biglietto da visita, superando i confini fisici dello spazio, degli scaffali e delle sale, le proprie collezioni di libri, per diventare sempre più un luogo di apprendimento, a difesa della comunità in termini di sviluppo sociale, culturale ed economico.

Loredana Pilati
Direttrice Biblioteca civica Città di Nichelino