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Gio, Lug
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Nuovi studi sul Big Bang

Società e cultura
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Come è risaputo, Georges Lemaître, scienziato e prete belga, fu uno dei fautori della teoria del Big Bang che aprì nuovi orizzonti per la fisica e per l’astronomia con l’affermarsi del concetto dell’universo in espansione.

 Qualche anno prima della morte (1966) la sua teoria trovò conferma con la scoperta della radiazione cosmica di fondo. Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze negli anni ’60, Lemaître resta un esempio del possibile e positivo rapporto tra Scienza e Fede. “L'espansione dell'universo è provata soprattutto dalla costante espansione delle capacità umane”, disse. Non si contano i contributi allo sviluppo della ricerca da parte di scienziati credenti alcuni persino ecclesiasti, come appunto Lemaître.

Per restare in argomento, qualche settimana fa due ricercatori della Specola Vaticana (il gesuita padre Gabriele Gionti e don Matteo Galavernin della diocesi di Reggio Emilia/Guastalla) hanno sviluppato un nuovo modello matematico sul momento iniziale del Big Bang. La specola, cioè l'osservatorio astronomico del Vaticano - con buona pace e attacchi di orticaria di qualche laicista -  è una qualificata istituzione scientifica. Gli studi di padre Gabriele e don Matteo aiutano a capire come si è comportata la gravità nei primi istanti dell'universo e gli importanti risultati sono stati pubblicati sulla rivista specializzata Physical Review. "Questa nuova prospettiva potrebbe innescare una rivoluzione nella nostra comprensione dell'Universo primordiale", hanno spiegato dalla Specola Vaticana.