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Stop al gioco d'azzardo

Società e cultura
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La nuova legge regionale sul gioco d’azzardo, voluta dalla Giunta Cirio, dal 2021 ha nuovamente allargato le maglie

e di fatto ha rimesso in funzione centinaia di slot machine che erano state bloccate dalla precedente normativa approvata nel 2016 dall’amministrazione Chiamparino. Quella legge aveva dato buoni risultati nel contrastare il gioco d’azzardo patologico e ora una quarantina di associazioni (tra cui Libera, Gruppo Abele, Sermig, Acli, Banca del Tempo, Comunità Papa Giovanni XXIII, Movimento dei Focolari, Gruppi della San Vincenzo, Forum delle associazioni famigliari del Piemonte), impegnate nella prevenzione di questa forma di dipendenza, vogliono presentare una proposta di legge di iniziativa popolare per ripristinare una normativa più restrittiva, come già era avvenuto nel 2016.

L’obbiettivo è di raccogliere le firme necessarie per la presentazione della proposta di legge entro il prossimo 25 settembre.

Tra i punti  salienti della proposta di legge c’è la ridefinizione dei “punti sensibili” e delle relative distanze dove vietare l’installazione di slot machine. Si punta inoltre ad una nuova riduzione degli orari di accensione: 10 ore al giorno contro le 14 attuali con la possibilità per i Comuni di stabilire ulteriori limitazioni in base a particolari problematiche locali. 

Grazie alla legge regionale del 2016 in Piemonte si era registrata, rispetto ad altre regioni,  una netta riduzione delle patologie legate al gioco d’azzardo. Alla pari di altre dipendenze la ludopatia incide in modo rilevante sulla spesa sanitaria oltre che sulle finanze dei soggetti direttamente coinvolti e delle loro famiglie. Seppur legale, il gioco d’azzardo continua a produrre effetti dannosi per la salute e non va certo incentivato.