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Ti aspetto per un caffè - Siate felici!

Etica
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Mentre sorseggiavo il caffè da sola (mio figlio non è riuscito a passare per motivi di lavoro) mi sono messa a pensare.

La chiusura della scuola per me, che sono una docente, è un momento speciale in cui saluto i miei studenti della classe quinta. Vorrei dedicare questo articolo proprio a loro che si accingono a fare un passo decisivo: lasciano la scuola per iniziare una nuova avventura, quella della vita vera.

Ma c'è una cosa che voglio confidare, una piccola verità nascosta. I miei allievi sono convinti che il mio lavoro sia semplicemente insegnare le scienze legate agli alimenti. In realtà il sogno che mi ha guidato nello scegliere questo mestiere è stato quello di provare a insegnare a giovani studenti come diventare uomini e donne felici. Insegnare la felicità, quella autentica, quella che si trova nelle piccole cose.

Un paio di giorni fa, mentre sorseggiavo il mio caffè mattutino, riflettevo su quanto ho condiviso con loro in questi anni. Ho visto questi ragazzi crescere, affrontare sfide, superare ostacoli. Ho conosciuto le loro paure, i loro sogni e soprattutto ho percepito la loro capacità di meravigliarsi. È questa capacità che dovrebbero portare fuori dalle mura scolastiche.

Spesso la società ci fa credere che la felicità dipenda dai grandi successi, dalle conquiste materiali, dal raggiungimento di obiettivi ambiziosi. Ma la vera felicità si nasconde nei dettagli, nei gesti quotidiani: il profumo del caffè al mattino, il suono delle risate con gli amici, la soddisfazione di aver fatto del proprio meglio.

Quest'anno, più che mai, ho cercato di trasmettere loro questo messaggio. Ho organizzato lezioni interattive e di gruppo, parlato di sogni e paure. Ho cercato di far capire che la conoscenza non è solo nei libri, ma anche nelle esperienze di vita e che l'empatia, la gentilezza e la gratitudine sono le vere materie da apprendere. Ho cercato di farli innamorare di valori importanti come il rispetto di sé e verso gli altri e ho insegnato loro che l’onestà e l’etica non passano mai di moda.

Ricordo una lezione in particolare, quando senza volerlo siamo scivolati sul concetto di metamorfosi e resilienza. Alcuni studenti ricordando momenti difficili hanno condiviso il percorso affrontato per poterli superare. È stato un momento toccante, in cui si sono aperti, senza riserve, mostrando la loro vulnerabilità e la loro forza. In quel momento ho capito la vera essenza dell'insegnamento: non era una lezione di scienze degli alimenti, ma di umanità.

Mentre saluto questi giovani adulti, spero che portino nel loro bagaglio non solo le nozioni apprese, ma anche la consapevolezza che la felicità è una scelta quotidiana, un modo di vedere il mondo.

Cari giovani studenti, mentre vi lascio andare per le strade del mondo a dipingere la vostra vita vi regalo una riflessione: "La felicità non è qualcosa da rincorrere. Deriva dalle tue azioni".

Vi auguro un'estate ricca di momenti preziosi e sorrisi sinceri. Continuate a cercare la bellezza nelle piccole cose, perché è lì che si nasconde la vera essenza della vita.

Buona fortuna

Nadia Santo