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Mer, Apr
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Basta silenzio sul Congo!

Etica
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Forse per i più la Coppa d'Africa è stata un evento sportivo passato in secondo piano, ma per chi segue un po' più da vicino le vicende di quel Continente

e, soprattutto, quanto avviene nella Repubblica Democratica del Congo non può non aver notato quel che è accaduto davanti al mondo intero

In occasione della semifinale giocata con la Costa d'Avorio i giocatori congolesi hanno fatto notizia per il clamoroso gesto compiuto a favore di telecamere, ripreso anche dagli uomini in panchina, dallo staff tecnico e dal c.t. francese Desabre.  Una mano che simula una pistola puntata alla tempia, l'altra che copre la bocca: un gesto per richiamare il massacro che avviene in quel Paese nel silenzio totale del mondo

Lo stesso gesto è stato ripetuto da Lukaku, attaccante della Roma e originario appunto del Congo, dopo il goal in Europa League contro il Feyenoord. Il gesto è stato ripreso da molti altri congolesi in forza ad altre compagini calcistiche come Kalimuendo, Banza, Ikonè, Mbuku, Teze.

Il Congo è dilaniato da 60 anni da una guerra civile, apparentemente interna, ma assolutamente alimentata da appetiti esterni che la nutrono quotidianamente. Si contano almeno 12 milioni di morti e attualmente almeno 7 milioni di profughi interni.

Di fronte al silenzio del mondo questi calciatori hanno espresso il loro silenzioso grido di “Free Congo”. Lo hanno fatto con coraggio ed è costato caro al calciatore Luvumbu, cacciato con effetto immediato dalla sua squadra ruandese, guarda caso da quel Paese che sta godendo dell'appoggio dell'Occidente e che sfrutta le risorse del vicino Congo

Anche Padre Zanotelli ha espresso il suo appello sul dramma di un territorio sul quale troppi Stati occidentali hanno messo le mani per le sue risorse minerarie: dai diamanti, all'oro, al coltan e al cobalto. “Quel gesto simbolo che racchiude l'atrocità silenziata che sta vivendo il Congo venga ripetuto!!...Rompiamo noi il silenzio!” di un popolo condannato a morire.   

Patrizia Ferrara