11
Sab, Lug
78 New Articles

Festeggiamenti patronali parrocchiali alla Fiducia

News
F
Typography

Il programma dei festeggiamenti alla Parrocchia Madonna della Fiducia e San Damiano.

Da lunedì 20 a sabato 25 maggio

Novena alla Madonna della Fiducia: ore 17.30  recita S. Rosario; ore 18  S. Messa con Supplica alla Madonna.

Venerdì 24 maggio

Ore 17.30 recita S. Rosario; ore 18  S. Messa; alle ore 19 la statua della Madonna sarà portata sulla piazza per la venerazione; ore 21 S. Rosario e Fiaccolata per le vie del quartiere.

Sabato 25 maggio

Ore 19  FESTA PER TUTTI: apericena e bruschettata in Oratorio, musica, balli e sottoscrizione a premi.

Domenica 26 maggio

Ore 10 accoglienza in piazza della statua della Madonna; ore 10.15  Processione per le vie del Quartiere; ore 11.15 S. Messa e celebrazione Anniversari di Matrimonio - Benedizione e distribuzione del Pane della Fiducia.

Ore 15  Finali dei tornei sportivi - Gara di torte. Ore 16.30 “Gelato per tutti!”, dolce conclusione della festa; estrazione lotteria.

Mercoledì 29 maggio

Ore 21 incontro nel salone parrocchiale aperto a per tutti sul tema “La Fiducia per la Pace”. 

Giovedì 30 maggio

Conclusione Mese di Maggio: ore 20.45 accoglienza amici di San Damiano; ore 21 celebrazione S. Messa.

E’ una bella sfida  parlare di fiducia al giorno d’oggi

La  festa della nostra comunità intitolata alla Madonna della Fiducia suscita, in me parroco, una serie di pensieri contrastanti. La ragione è una sola: sfido chiunque a parlare di fiducia, in questi anni di crisi e di corsa sfrenata a chi per primo riesce a screditare l’altro. Il 76% degli italiani - oltre 3 persone su 4 — si sentono gravati da un senso di “insicurezza globale”. Temono, cioè, le minacce che vengono da lontano, ma risuonano forte nella loro vita quotidiana, scandite e riprodotte dai media: il terrorismo e l’impatto della crisi economica,  che si riflette sui nostri risparmi e sulla nostra condizione personale e familiare. Le fonti dell’incertezza si sono moltiplicate. Tutto ciò che avviene nel mondo si ripercuote su di noi  in modo immediato, perché lo vediamo e lo sappiamo subito. Con il nostro smartphone siamo protagonisti e al tempo stesso bersagli di ogni messaggio. 

Anche per questo l’incertezza si riproduce; il mondo ci sembra sempre più piccolo e al tempo stesso più incontrollabile e incomprensibile. Tutto questo fa sì che, nella psicologia collettiva, circoli in abbondanza la sfiducia nelle capacità di tutti (politica, governo, classe dirigente, ma anche nella famiglia).

Sentiamo  dire che se non usciamo da tale clima non avremo per lungo tempo sviluppo economico, mobilità sociale, coesione civile, perché è la sfiducia che ottunde l’intelletto e depotenzia ogni spirito di iniziativa.  Parole che se sono soltanto dette e ridette dai vertici del governo, dalla politica e dall’unione europea,   hanno soltanto il dolciastro sapore di una propaganda elettorale perpetua, incapace di suscitare una reazione proficua e duratura. La situazione è certamente complessa. Non possiamo però dimenticare che la fiducia (specie se collettiva) non fiorisce per esortazioni dall’alto: la fiducia può nascere soltanto dal basso, come del resto è avvenuto in Italia, dove i periodi di maggiore fiducia collettiva sono stati quelli in cui milioni di persone hanno vissuto nell’umiltà e nella dedizione al proprio compito: gli anni della ricostruzione postbellica, del miracolo italiano, della moltiplicazione delle imprese, dell’orgoglio del primo «made in Italy». La fiducia operava nella serietà dei comportamenti quotidiani, attenti a valorizzare la propria storia e la propria memoria collettiva, senza mai fare “ il passo più lungo delle gambe” e nel rispetto delle più elementari ma fondamentali norme di economia familiare e sociale.

Oggi è  indispensabile sollecitare più etica delle responsabilità, più confidenza nell’arricchimento dei rapporti umani, più alto spirito civico, più serietà nelle scelte, magari anche più speranza esistenziale.

Chi ha fiducia e dona fiducia vive in maniera serena i frutti di questa reciprocità e non fa fatica a mettersi ragionevolmente in gioco. Perdere invece la fiducia negli altri e nel domani è l’anticamera della perdita di fiducia in se stessi.

L’incertezza e le preoccupazioni verso il futuro si riducono tanto quanto maggiore è il livello di partecipazione sociale, ma anche quanto più forti sono i nostri legami di vicinato e la nostra vita associativa. Con gli altri si sta meglio che da soli e  la partecipazione aiuta a camminare insieme verso una meta comune.

Papa Francesco sembra essere dello stesso parere: «una famiglia in cui regna una solida e affettuosa fiducia, e dove si torna sempre ad avere fiducia nonostante tutto, permette che emerga la vera identità dei suoi membri e fa sì che spontaneamente si rifiuti l’inganno, la falsità e la menzogna» (Amoris laetitia, 115).

Insieme partecipiamo con fiducia alla festa della nostra comunità.

Don Gian Franco Sivera
Parroco di Madonna della Fiducia e San Damiano