29
Mer, Mag
125 New Articles

Il mio primo cappotto

Persone
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Durante la guerra molti mestieri si estinsero. Uno di questi era quello degli stracciaioli:

andavano di casa in casa, acquistavano cenci di ogni genere, poi li rivendevano agli imprenditori del settore. Costoro, con alcuni lavoranti li selezionavano e a loro volta li rivendevano alle manifatture specializzate nel riciclaggio di prodotti tessili, lanerie, seterie ecc.

Nella zona di Nichelino e Moncalieri operava uno di questi imprenditori che si chiamava "Drejia"(Andreia), ma non ricordo il cognome. Quando venne l'otto settembre, il nostro esercito privo di ordini si sbandò. Alcuni militari con armi e bagagli ripararono sui monti, formando la prime formazioni partigiane, altri si liberarono dalla divisa e con abiti di fortuna se ne andavano con l'intento di ritornare alle proprie case. Una cosa simile accadde anche quando si sbandò l'esercito repubblichino.

In questi frangenti, non so come, forse con la collaborazione dei vecchi stracciaioli, "Dreija", accumulò nel locale di Moncalieri una "montagna" di divise militari dismesse. Io avevo appena compiuto sedici anni, quando si sparse la notizia che "Dreija" le vendeva ad un prezzo accessibile a tutte le borse. Io e mamma ci precipitammo in quel sito, lei salì tra la folla di acquirenti su quella "montagna", che stava diminuendo a vista d'occhio e riapparì con un cappotto da ufficiale. Ritornati a casa, mamma si mise all'opera, scucì il cappotto, poi prese tutte le parti che componevano quel manufatto e con un capiente calderone di rame, che usava per fare la conserva, il bucato e quant'altro, li tinse di verde scuro. Dopo aver stirato il tutto, lo portò da un sarto di sua fiducia, il quale confezionò un cappotto di foggia diversa da quella originale.

Quello fu il primo cappotto che indossai nel dopoguerra. Qualche tempo dopo ritornò la normalità anteguerra e si perse l'uso di arrabattarsi per sopperire alla mancanza di beni.

Orazio Ottaviani