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Ministri dell'Eucarestia

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Negli scorsi del giornale abbiamo già presentato alcune figure che collaborano all’attività pastorale delle parrocchie. 

Dopo i diaconi e gli operatori pastorali questo mese parliamo dei Ministri Straordinari dell’Eucarestia.

Negli ultimi anni il loro numero è cresciuto e nelle comunità di Nichelino sono molti i fedeli laici impegnati in questo servizio.

Così il Concilio Vaticano II li definiva ed istituiva: “Affinché i fedeli non siano privati dell’aiuto e del conforto del Sacramento dell’Eucarestia, il Sommo Pontefice ha ritenuto opportuno di istituire dei Ministri Straordinari che possano comunicare sé stessi e distribuire agli altri la Santa Comunione”.

Questi fedeli dunque sono investiti di un mandato del Vescovo e ciò comporta una specifica formazione pastorale e liturgica attraverso appositi corsi istituiti dalle diocesi. Qual è il loro principale compito? Distribuire il Pane Eucaristico durante le celebrazioni e portarlo ai malati o a chi si trova impossibilitato a riceverlo.

Come spiegano le indicazioni del Concilio, i Ministri Straordinari dell’Eucarestia sono chiamati ad intervenire  “durante la celebrazione della Messa, a motivo di un grande affollamento di fedeli, oppure per qualche particolare difficoltà a cui venga a trovarsi il celebrante. Fuori dalla celebrazione della Messa, quando per le distanze dei luoghi sia difficile portare le Sacre Specie a malati in pericolo di morte oppure quando lo richieda il numero degli infermi”.

La mancanza di sacerdoti ha fatto sì che in questi ultimi anni sempre più sia necessario avvalersi del loro servizio per portare la comunione a malati e anziani che non possono recarsi alla messa domenicale.

Inoltre i Ministri  straordinari  dell’Eucarestia sono chiamati ad affiancare il sacerdote nella distribuzione della comunione durante la Messa, in particolare nelle celebrazioni più affollate, anche per contenere i tempi delle stesse.

La data ufficiale della nascita dei MSC risale al 1973, quando venne emanata da papa Paolo VI l’istruzione “Immensae Caritatis” su “alcune questioni circa la collaborazione dei fedeli laici al ministero dei sacerdoti”. Da allora un fedele battezzato e cresimato, uomo o donna (nella Diocesi di Torino dai 25 ai 75 anni di età) può essere incaricato della distribuzione dell’Eucarestia. Il documento  “Immensae Caritatisinizia così: “Il testamento dell’immenso amore che Cristo Signore lasciò alla Chiesa sua sposa, cioè il dono ineffabile dell’Eucarestia, di tutti il più importante, esige che un Mistero così grande sia sempre più profondamente conosciuto e che si partecipi alla sua efficacia salvifica con sempre maggiore intensità. Sia data quindi maggiore possibilità di accedere alla Santa Comunione affinché i fedeli si dedichino con maggiore impegno, con più attiva generosità al servizio di Dio e della Chiesa”.

Chi vuole intraprendere il percorso di formazione di Ministro straordinario dell’Eucarestia può rivolgersi ai parroci o ai diaconi: questo cammino è volto ad approfondire e maturare la competenza liturgica, la spiritualità eucaristica, la carità fra­terna, l’attenzione e la sensibilità verso i malati, la mentalità ecclesiale e lo stile personale di servizio.

Guglielmino Bruno