Dopo decenni di attese, dibattiti e ripensamenti il progetto dell'ospedale unico dell'ASL TO5 compie un altro passo avanti, pur in un contesto generale
dove i tempi per la realizzazione delle opere pubbliche sono diventati ormai biblici e l'iter burocratico appare come una corsa a ostacoli estenuante. La Conferenza dei Servizi, avviata nello scorso settembre, si è conclusa con parere positivo sul progetto di fattibilità tecnico-economica (302 milioni di euro) per la nuova struttura che sorgerà a Cambiano, un'infrastruttura strategica che dovrà servire oltre 300.000 cittadini residenti nei 40 Comuni dei distretti di Carmagnola, Chieri, Moncalieri e Nichelino.
Questa fase del procedimento ha richiesto il coordinamento di ben 47 interlocutori istituzionali, una cifra che ben fotografa la complessità amministrativa odierna. Grazie a questo via libera, l'ASL ha potuto trasmettere alla fine del 2025 la documentazione all'INAIL, l'ente finanziatore, per le fasi successive.
Il Direttore Generale dell'ASL TO5, Bruno Osella, ha accolto con soddisfazione questo passaggio: «la conclusione della Conferenza dei Servizi è un risultato concreto che certifica la solidità del progetto e il lavoro condiviso con tutti gli enti coinvolti. Le osservazioni pervenute sono state accolte senza incidere sul quadro economico, a conferma di una progettazione attenta, sostenibile e coerente con i bisogni del territorio».
L'opera, che si inserisce nel piano regionale di edilizia sanitaria da 5 miliardi di euro, promette di essere all'avanguardia essendo una delle prime in Italia progettata con il supporto dell'intelligenza artificiale per ottimizzare layout e sostenibilità. La struttura prevede una superficie sanitaria di 80.300 metri quadrati con 470 posti letto, di cui 32 dedicati alla terapia intensiva. Il presidio sarà inoltre dotato di 10 sale operatorie, 7 sale parto, 63 ambulatori specialistici e un'ampia area parcheggio da 1.200 posti auto. Resta ora da vedere se la tabella di marcia riuscirà a resistere a ulteriori insidie lungo il percorso, ragion per cui nessuno ancora si sbilancia sulla data di inaugurazione.