Riesce sempre a sorprendere Orazio Ottaviani, classe 1929.
Alla fine del 2024 era uscito un altro suo volumetto di poesie e ora, a un solo anno di distanza, ecco un nuovo libro. Questa volta è una raccolta di racconti autobiografici, scritti in periodi diversi (alcuni più recenti erano stati anche pubblicati su Nichelino Comunità). “Perché la penso così”, si intitola, si tratta di un lungo viaggio attraverso la sua lunga vita (a luglio ha compiuto 96 anni), conservando memoria e straordinaria lucidità. “Questa serie di racconti li ho vergati per i miei figli e nipoti e per chi verrà dopo... – scrive Orazio Ottaviani - Per ricordare il mio modo di essere e com' era il mondo ai miei tempi, il mio vissuto che ha assistito al progredire dell'umanità, nel bene e nel male, perché sappiano trarne profitto. Lo dedico altresì ai miei cari amici, che mi hanno donato la gioia di vivere la mia vecchiaia serenamente”.
Ma questo poeta e scrittore nichelinese è anche una delle voci più significative della memoria culturale locale. Il Sangone, il Boschetto, gli anni della guerra, la trasformazione da paese a città di periferia… Molte pagine di questo libro riportano infatti luoghi, situazioni e personaggi della Nichelino che fu, in un arco temporale che parte dagli anni ’30 del secolo scorso e inizia con i vividi ricordi d’infanzia del piccolo e curioso Orazio.
“Ho conosciuto Orazio Ottaviani, soprannominato da tutti gli amici ‘il cosmico vate’ molti anni fa. – scrive Nino Lo Gioco nella prefazione - Frequentavamo insieme l'Unitre, un'istituzione di promozione culturale, ma altresì popolare, in quanto aperta a tutti. Con questo nuovo lavoro il percorso artistico di Orazio si arricchisce di un ulteriore approdo letterario che ne conferma le doti poetiche nonché la tempra umana e civile. Orazio ha una vena inesauribile e una tecnica collaudata grazie alla quale riesce non solo a trovare parole per le rime e realizzare un discorso compiuto, ma anche a lanciare un messaggio, esprimere uno stato d'animo”.
Nelle sue poesie come nei racconti, riesce così a trasformare frammenti di vita quotidiana in piccoli affreschi di memoria collettiva. Non sono soltanto testimonianze personali, ma veri e propri documenti culturali che raccontano la Nichelino del Novecento con la precisione di un cronista e la delicatezza di un narratore.
Come sempre i suoi libri non sono in vendita. Li regala a amici e conoscenti, “Non per pecunia ma per amicizia”, è scritto in piccolo sulla quarta di copertina al posto del prezzo del volume. Un augurio è che possa continuare a scriverne altri. “Le mie ultime smanie poetiche…”, si intitolava con una buona dose di autoironia la sua penultima opera dell’anno scorso che, come ora si può constatare, non è stata l’ultima…
L’altro augurio è che di questo nuovo libro se ne possa trovare presto qualche copia nella Biblioteca civica, a disposizione della città e in particolare dei giovani. Pur appartenendo a un’altra generazione, la voce di Orazio Ottaviani continua a parlare al presente.
M.C.