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Perché questa violenza?

Società e cultura
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Pubblichiamo questa lettera di una dirigente scolastica di Nichelino, indirizzata ai suoi allievi.

Per tutti è uno stimolo per interrogarsi e riflettere sul fenomeno del “bullismo” e sulla preoccupante diffusione della violenza tra i giovani.

***

Carissimi ragazzi e ragazze,

dopo aver appreso la triste notizia in merito al gravissimo episodio di bullismo accaduto nella notte di Halloween ai danni di un ragazzo poco più grande di voi, ho sentito forte il desiderio di scrivervi questa lettera.

Sono sconcertata dalla brutalità e dalla violenza che hanno caratterizzato il fatto e l’accanimento che ha portato alla totale umiliazione e disumanizzazione della vittima. La mamma ha riferito ai giornali che le conseguenze di questo trauma in suo figlio sono fisiche, ma soprattutto psicologiche e sono sicura che le cicatrici rimarranno a vita.

Alla luce di tutto questo, mi sorge urgente una riflessione: cosa spinge un gruppo di adolescenti ad architettare un simile piano, a decidere di compiere un tale gesto?

Vorrei tanto trovare delle risposte, perché poi il mio pensiero va a tutte le attività che si svolgono a scuola su questo tema, ai laboratori, ai progetti specifici, alla formazione con le Forze dell’Ordine, ai colloqui con la psicologa, alle tantissime ore di lezioni svolte dai docenti, perché questo argomento è proprio sentito da tutti e lo si affronta in modo trasversale. Cosa è mancato a scuola? Cosa manca nell’educazione a casa? Siamo capaci di ascoltarvi veramente?

Su cosa il mondo degli adulti si deve maggiormente interrogare?

Aiutateci a capire qual è la molla che fa trasformare ragazzi adolescenti in crescita in aguzzini ai danni di un loro coetaneo: la noia, i social, la visibilità a tutti i costi, la voglia di supremazia? Quale disagio attanaglia il loro cuore? Come possiamo riconoscere questo enorme vuoto interiore?

Aiutateci a trovare delle risposte.

Dobbiamo e possiamo insieme trovare il modo per contrastare la violenza.

Con questa lettera voglio trasmettervi un messaggio importante: la scuola c’è, io ci sono, i vostri insegnanti ci sono!

Parlate con noi ogni volta che ne sentite il bisogno, fateci comprendere le vostre emozioni! Noi vogliamo aiutarvi a crescere, a instaurare relazioni positive, a sentirvi valorizzati, stimati, amati.

Ci state a cuore!!

Non abbiate paura di “raccontarvi”, di comunicarci i vostri stati d’animo, di segnalare le ingiustizie che vedete attorno a voi, di denunciare con fermezza atti di bullismo, prevaricazioni o soprusi, ma anche prese in giro, rivolte verso di voi o verso vostri compagni/compagne di cui potreste essere a conoscenza. Debelliamo insieme questo fenomeno che sta rendendo la vita difficile a tanti adolescenti.

Nessuno merita di essere insultato, maltrattato o picchiato. Siamo esseri unici e irripetibili, dal valore inestimabile e la diversità è un dono meraviglioso, una ricchezza che ci completa, non un ostacolo da prendere di mira.

E non valgono le parole che abbiamo sentito pronunciare da alcuni giovani in questi giorni: “Dobbiamo fargliela pagare!”, perché mai e poi mai possiamo accettare che la violenza chiami altra violenza.

É con la forza delle parole, dei sentimenti, dell’empatia che noi possiamo cambiare veramente le cose. Per questo importante obiettivo sta lavorando a scuola anche un “team antibullismo”, ovvero un gruppo composto da alcuni docenti e dalla sottoscritta incaricato di organizzare attività di prevenzione e di gestire tutte le eventuali segnalazioni di fatti o comportamenti che potrebbero afferire a questa problematica.

Recentemente si è solta la “Giornata mondiale della gentilezza”, per riflettere su come ci relazioniamo con gli altri, su come siamo capaci di fare “squadra”, di collaborare, di essere amici.

Coltivate la gentilezza, cari ragazzi e ragazze, fatene una caratteristica predominante della vostra personalità e siate promotori di azioni di gentilezza e altruismo!

La gentilezza non venga mai scambiata per debolezza, perché essa rappresenta invece la vera forza delle persone! 

Con affetto, la vostra Preside

Modesta Fisssore