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E’ partito “Green Challenge”, il nuovo progetto di educazione ambientale del consorzio Covar 14, rivolto a tutte le scuole del territorio, dall’infanzia alle superiori. 

Che sia la volta buona? Il presidente della Regione Alberto Cirio mette sul piatto 25 milioni di euro di fondi europei per recuperare il borgo di Stupinigi.

Negli ultimi decenni sostanziosi interventi di restauro hanno riguardato la Palazzina, ma esedre, cascinali, chiesa barocca, due antichi castelli (Castelvecchio e Parpaglia in territorio di Candiolo) sono ad uno stadio più o meno avanzato di degrado. I progetti per il recupero funzionale dell’insieme non sono mancati, ma sono rimasti in gran parte sulla carta.

Una scena complessa, data la pluralità di enti interessati: il parco, di proprietà regionale, ricade sul territorio di sei Comuni; la Palazzina, la chiesa e le esedre sono della Fondazione Ordine Mauriziano; i cascinali della Regione, mentre il viale principale appartiene alla Città di Torino. A vario titolo sono poi coinvolti il consorzio delle Residenze Reali Sabaude, l’Ente Parco (Stupinigi e Venaria), la Città Metropolitana, la Compagnia San Paolo e la Fondazione Crt (che hanno finanziato gli interventi di restauro sulla Palazzina), l’Associazione “Stupinigi è” ed alcune aziende agricole (a onor del vero tra i soggetti più attivi nelle recenti e concrete iniziative di valorizzazione) oltre che, per la grande rilevanza storico-artistica, la Sovrintendenza per i Beni Culturali.

Tra le soluzioni allo studio c’è l’individuazione di un unico concessionario che gestisca l’intero complesso di Stupinigi. Chissà se tutti gli attori riusciranno a mettersi d’accordo.

“In merito alle dichiarazioni su organi di stampa e affermazioni sui canali social, riferite a metrature e riorganizzazione dei servizi di spazzamento e pulizia dei giardini nel Comune di Nichelino, il Covar14 ritiene doveroso rievocare i passaggi di una vicenda che, oggi, è oggetto di interpretazioni di parte e ricostruzioni frammentate, che possono essere riordinate ripercorrendo la cronologia degli eventi, delle richieste da parte del Comune e dei riscontri a cura del consorzio.

La premessa risale all’estate 2017, quando il Comune di Nichelino chiede a Covar14 l’elenco delle aree verdi servite, per affidare a un “soggetto terzo” la verifica delle metrature, in vista di una riorganizzazione del servizio, che possa portare a un’ottimizzazione dell’organizzazione e a un risparmio dei costi, rispetto alla spesa a quel momento sostenuta.

Con l’elenco fornito dal consorzio il Comune dispone la verifica metrica e planimetrica di aree verdi e piazze. Il 28 febbraio 2019 vengono inviate al consorzio le metrature riconteggiate e un’ipotesi di revisione delle frequenze di servizio. I documenti sono accompagnati dalla richiesta di una proposta tecnico-economica, che riorganizzi i servizi tenendo conto delle metrature aggiornate e delle nuove frequenze ipotizzate.

Il 7 marzo il Covar14 fa presente che l’ipotesi di riorganizzazione è eccessivamente frammentata e occorre rivederla. La nuova ipotesi viene definita il 14 marzo da Comune e Covar14, in occasione di un incontro congiunto. Il 15 marzo segue una nuova comunicazione dell’ente, che ritrasmette il documento con metrature e planimetrie e le nuove frequenze di servizio concordate il giorno prima. Su queste basi lavorano i tecnici del consorzio, per dare un “valore” economico al nuovo quadro “territoriale” e alla nuova organizzazione dei servizi, messi a confronto con la spesa a quel momento sostenuta. Ne risultano minori costi per 170.341 euro.

Le valutazioni vengono comunicate al Comune il 25 marzo con la richiesta, da parte di Covar14, di confermare se si intende procedere. La conferma del Comune è il presupposto per inoltrare alla ditta la richiesta di ipotizzare una nuova organizzazione del lavoro basata sulle nuove frequenze indicate. In questa occasione Covar14 precisa che “La nuova zonizzazione non potrà che essere avviata con il nuovo appalto”, previsto a inizio luglio. Il 27 marzo il Comune conferma l’intenzione e il consorzio trasmette alla ditta le metrature riviste e le frequenze richieste, indicando il 15 giugno come data entro cui inviare un programma di nuova zonizzazione di servizio, da rendere operativo il primo luglio. La comunicazione, inviata il 12 aprile, è seguita il 9 luglio da un sollecito che, alla luce dei ricorsi sul futuro appalto di gestione del servizio e delle nuove scadenze per la sua messa in atto, sposta al 12 luglio il termine per la consegna della proposta.

Nella data indicata la ditta comunica che non darà riscontro alla richiesta perché, trattandosi di una rivisitazione di un appalto in regime di proroga e a pochi giorni dalla stipula di un contratto relativo a un nuovo appalto, non avrebbe senso, sotto il profilo organizzativo, giuridico ed economico, attivare nuove modalità di servizio.

Malgrado già messo a conoscenza, a marzo, del fatto che ogni modifica sarebbe stata attuata con il nuovo appalto, il Comune il 3 settembre chiede conferma della messa in opera dei nuovi servizi concordati o le motivazioni per cui non possono partire, se non con l’avvio del nuovo contratto. Il 30 settembre il consorzio ribadisce i tempi, indicando l’impossibilità di avviare i nuovi servizi con l’appalto in proroga e la ditta operante in scadenza di contratto. Precisazione a cui il Comune fa seguire, il 15 ottobre, una nuova richiesta di procedere ad avviare i servizi concordati.

E’ bene precisare che il servizio viene svolto su 651.306 metri quadri di aree verdi, alle condizioni economiche previste dal capitolato, sottoscritto nel 2010, incluse aree verdi conteggiate a metratura zero, su cui i servizi sono comunque effettuati. Diverso il caso del Boschetto che, pur essendo molto più esteso (466.998 mq.) di ogni altra aree verde cittadina, è conteggiato solo per i 12.000 metri quadri dei vialetti, destinati a diventare 24.419 con il nuovo conteggio.

Va sottolineato che, in nessuna fase, venne richiesta al consorzio la verifica delle metrature. Eventuali affermazioni o dichiarazioni denigratorie o informazioni non corrette sulla vicenda saranno sottoposte ai legali del consorzio, che valuteranno eventuali azioni a tutela dell’operato del Covar14 e dei suoi dipendenti”.

COVAR 14

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