Nichelino - Grande commozione in Valle Stretta: celebrati i 70 anni della Maison des Chamois nel ricordo di don Paolo Gariglio.
Sabato 18 luglio si è rinnovato l’appuntamento annuale che ogni terzo sabato di luglio chiama a raccolta centinaia di “ex Ragazzi di Valle Stretta”. Quest’anno per l’occasione del 70° i partecipanti alla giornata erano vicini al migliaio: ex dei campi alla Maison des Chamois di diverse generazioni, familiari dei “Ragazzi in cielo” e giovani di oggi
Nel mese di gennaio 2026 era “volato in Cielo”, all’età di 95 anni, don Paolo Gariglio, l'amato sacerdote che è stato l'iniziatore e il protagonista per tantissimi anni di quell’avventura dei Campi in montagna con i giovani di Lingotto, Mirafiori Sud e Nichelino.
“Quest'anno la nostra ricorrenza assume un significato eccezionale – ha ricordato all’inizio Ezio Sarà, presidente dell’Associazione Amici Maison des Chamois - celebriamo i settant'anni dei campi in Valle stretta e il 70° anniversario di ordinazione sacerdotale di don Paolo Gariglio. Era un giorno lungamente atteso; già alcuni anni fa, sia il caro don Paolo, sia Osvaldo Gramegna, suo storico collaboratore, riflettevano su come rendere il giusto omaggio a questa data storica. Oggi, ne siamo certi, essi onorano questa ricorrenza dal Cielo, spiritualmente vicini a ciascuno di noi.Quante esistenze hanno attraversato questa Valle, quante preghiere si sono elevate ai piedi di questa Croce. Questa straordinaria avventura ebbe inizio nell'agosto del 1956 ed è proseguita ininterrottamente fino a oggi. È così che si sono scritte le pagine della ‘Stagione di Dio’ e di questa mirabile storia della Maison des Chamois . A noi, oggi, spetta il dovere morale di collaborare attivamente per continuare a scrivere i capitoli futuri di questo cammino”.
A presiedere la solenne concelebrazione eucaristica alla Croce dei Ragazzi in Cielo è stato il cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa. Erano presenti anche mons. Marco Brunetti, Vescovo di Alba, nichelinese che da giovane ha vissuto e l’esperienza dei campi in Valle Stretta ed alcuni sacerdoti che quassù hanno maturato la loro vocazione.
Sotto la guida dei due attuali parroci di Nichelino, don Davide Chiaussa e don Alberto Vergnano, in questa Estate 2026 è in corso la settantesima edizione dei campi alla Maison des Chamois.
Alla Giornata del 70° sono intervenuti anche il sindaco di Nichelino, Giampiero Tolardo, con alcuni assessori e delegazioni dei Comuni di Bardonecchia e Nevache.
Prima della Messa sono stati letti in un clima di preghiera e raccoglimento le centinaia di nomi iscritti ai piedi della Croce e della stele con la statua della Madonnina ai lati dell’altare in pietra, nel pianoro sopra la casa diventato una grande chiesa a cielo aperto al centro di un maestoso scenario alpino.
“Ci sono anche tutti coloro che ci hanno preceduto e che cantano la gloria di Dio da un'altra parte del mondo, ma nello stesso mondo di Dio – ha sottolineato il card, Repole durante l’omelia - È bello poterlo sentire, percepire, fare l'esperienza che c'è una grandissima comunione che si realizza oggi tra di noi, ma anche tra di noi e tutti coloro che sono già dall'altra parte della morte”,
“L'esperienza dell’amore di Dio – ha aggiunto il cardinale - è più forte di ogni limite. È più forte della morte perché resiste anche lì. Ci sono nomi e volti che rimangono, che sono vivi in Dio perché l'amore di Dio è più grande della morte. Se siete qui, ciascuno a suo modo, avete fatto l'esperienza di un amore di Dio che è più grande dei vostri limiti, delle vostre debolezze, dei vostri peccati, dei vostri fallimenti. E ognuno di noi ne ha, a volte anche tanti”
Al termine della celebrazione il cardinale ha voluto ricordare in modo particolare anche don Riccardo Robella. Parole sfociate in un caloroso applauso di affetto e incoraggiamento: don Riccardo, infatti, dallo scorso autunno è impegnato in lungo percorso di cura e riabilitazione all’ospedale CTO, dopo un gravissimo incidente stradale. Per oltre quindici anni era stato, dopo don Paolo Gariglio e don Joe Galea, parroco a Nichelino e continuatore dei campi alla Maison des Chamois. Da tre anni è parroco di Leinì e Mappano, dove spera di rientrare al più presto.