La battaglia per rendere le cure sanitarie davvero accessibili alle persone con gravi disabilità compie un nuovo passo avanti.
La "Rete Obiettivo DAMA Torino", promossa a fine 2024 da uno sparuto gruppo di organizzazioni tra cui l'Utim, conta oggi 37 aderenti (tra cui anche la "Consulta comunale delle disabilità" di Nichelino). La mobilitazione, ormai estesa all'intero territorio regionale, ha un obiettivo preciso: l'attivazione del modello DAMA negli ospedali regionali.
Il DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance) è un modello organizzativo ospedaliero pensato per garantire percorsi di cura personalizzati alle persone con disabilità intellettiva, autismo e, più in generale, a chi presenta gravi difficoltà di comunicazione o di collaborazione. L'idea di fondo è fare in modo che sia l'ospedale ad adattarsi ai bisogni della persona - e non il contrario - attraverso procedure, tempi, accessi e modalità relazionali ripensati. Senza questo adattamento, molte persone non riescono a ricevere le cure di cui hanno bisogno e diritto.
Il modello DAMA prevede un centralino dedicato per raccogliere le richieste e programmare gli accessi (triage telefonico); un ambulatorio organizzato per concentrare visite, esami e trattamenti possibilmente in un unico passaggio; un'équipe multidisciplinare; la presenza costante del caregiver o del familiare; strumenti di continuità informativa come un fascicolo sanitario personalizzato; una gestione amministrativa semplificata che non scarichi sulle famiglie ulteriori difficoltà nel momento della cura.
È una questione di diritti, ma anche di buon uso delle risorse: programmare gli accessi, concentrare le prestazioni, evitare ripetizioni inutili, ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso e prevenire l'aggravarsi delle patologie.
Nel 2025 sono stati approvati ordini del giorno a sostegno del DAMA nei Comuni di Torino, Druento, Nichelino, Beinasco, Collegno, Grugliasco, Mondovì, Alpignano e Chieri. Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato un ordine del giorno che impegna la Giunta ad attivare il progetto. E, soprattutto, il modello DAMA è stato inserito nel dicembre scorso tra gli obiettivi del nuovo "Piano socio-sanitario regionale 2025-2030".
Siamo in attesa sul piano nazionale delle linee guida sul DAMA, considerate un riferimento essenziale soprattutto per le Regioni che, come il Piemonte, devono ancora implementare il modello. Nel frattempo, la Rete ha chiesto alla Direzione Sanità regionale di pubblicare una guida dei percorsi di accoglienza facilitata già oggi esistenti in Piemonte, utile almeno in via transitoria per orientare le famiglie.
Gli impegni dunque ci sono, messi nero su bianco nelle delibere e nei piani regionali; ora auspichiamo che al più presto ci sia un ospedale piemontese in cui una persona con disabilità possa entrare sapendo che il sistema è pronto ad accoglierla pienamente.
UTIM Odv Nichelino