Slow Food è un’associazione internazionale senza scopo di lucro, nata nel 1986 a Bra, in provincia di Cuneo.
La stessa parola inglese slow (lento) chiarisce l'obiettivo del movimento: promuovere il diritto a vivere il pasto, e l’intero mondo dell’enogastronomia, innanzitutto come un piacere. Nelle intenzioni del fondatore Carlo Petrini Slow Food nasce come risposta al dilagare del fast food e alla frenesia della vita moderna. Il fast food è una forma di ristorazione caratterizzata da cibi già pronti, consumati rapidamente e senza perdite di tempo, spesso in piedi o camminando.
L’obiettivo di Slow Food è ridare il giusto valore al cibo nel rispetto di chi produce e in armonia con l’ambiente e gli ecosistemi, valorizzando i saperi di cui sono custodi i territori e le tradizioni locali.
"Con l’industrializzazione e l’uso indiscriminato delle risorse naturali - diceva tra l’altro Carlo Petrini - abbiamo provocato una crisi climatico-ambientale e una galoppante perdita di biodiversità che non hanno eguali nella storia. […] Siamo tutti causa e bersaglio di un modello distorto e nocivo. Siamo dei perturbatori nati, non solo perché non ci adattiamo più all’ambiente, ma anche perché continuiamo a piegarlo per renderlo gradevole ai nostri fini, inculcati dalla società neoliberista."
Le finalità di Slow Food si concentrano dunque nello studio, nella difesa e nella divulgazione delle tradizioni agricole ed enogastronomiche di ogni parte del mondo.
In occasione della Giornata mondiale della biodiversità del 2024, Petrini sottolineava che "l’epoca storica in cui viviamo è contraddistinta da alcune parole un tempo sconosciute e ora entrate nel linguaggio comune: sostenibilità, transizione ecologica e biodiversità. La biodiversità è la garanzia principale per la vita, la salute e la nostra sicurezza alimentare. Le abitudini alimentari che prevedono il consumo di proteine animali e di cibi processati forniscono alimenti energicamente ricchi, ma nutrizionalmente poveri, correlati a patologie quali obesità, diabete e cancro."
Per questa ragione Slow Food si impegna da sempre nella difesa della biodiversità e del diritto dei popoli alla sovranità alimentare, continuando a battersi contro l’omologazione dei sapori, l’agricoltura intensiva e le manipolazioni genetiche.
Il visionario piemontese si è spento a 76 anni nella sua casa di Bra il 21 maggio 2026. Ha operato una grande rivoluzione, ridefinendo il rapporto tra uomo, natura e cibo. Con la nascita di Slow Food ha scardinato i paradigmi del consumo moderno, introducendo e difendendo strenuamente il concetto di un cibo che deve essere, prima di tutto, "buono, pulito e giusto per tutte e tutti".
Una filosofia che ha restituito dignità ai produttori locali e ha trasformato l’atto del nutrirsi in un profondo gesto etico, politico e sociale. "Sapeva seminare utopie e raccogliere realtà."
Nadia Santo
Docente di Scienza degli alimenti