Da qualche anno a questa parte le cimici hanno provocato danni ingenti ai frutteti e alle colture orticole.
Avvistata per la prima volta in Emilia Romagna una decina di anni fa, la “marmorata asiatica”, si è rapidamente diffusa in tutta la pianura padana diventando un vero e proprio flagello per l’agricoltura. Non è pericolosa per l’uomo, nel senso che non è portatrice di malattie, anche se è decisamente sgradevole per l’aspetto e soprattutto per l’odore che emana quando viene toccata o schiacciata. In alcuni soggetti questo insetto suscita vere “fobie”, per l’odore e forse anche per l’imprevedibile volo a zig zag che nell’inconscio gli fa assumere le sembianze di un piccolo mostro fuori controllo sempre sul punto di precipitarti addosso.
Tra i principali imputati dell’impennata di questa fastidiosa presenza è l’innalzamento della temperatura che ne ha favorito la proliferazione. La cimice depone uova più volte l’anno, ad ogni covata nascono altri 300 o 400 esemplari.
Per la cimice il nemico numero uno è il freddo. Ecco perché non appena la temperatura si abbassa di qualche grado cerca rifugio negli appartamenti. D’inverno cade in una specie di ibernazione: sembra morta, ma in primavera riparte. Le gelate però sono in grado di stroncarla. Avevano ragione i vecchi contadini quando per la lotta ai parassiti e agli insetti infestanti confidavano nel generale inverno.
Un rimedio su vasta scala ancora non è stato trovato. Le cimici resistono e si abituano anche agli insetticidi e comunque il rimedio di un massiccio attacco fitosanitario è di sicuro peggiore del male che si vuol curare. I ricercatori sono al lavoro per mettere a punto strumenti di lotta biologica. Poi ci sono i metodi casalinghi. Negli alloggi qualcuno le risucchia con l’aspirapolvere, mentre i più coraggiosi le afferrano delicatamente con un pezzettino di carta annegandole nello sciacquone. Altri rimedi sanno più di leggenda metropolitana: lavare i serramenti con acqua e aceto oppure con il solito sapone di Marsiglia. I più tecnologici provano ad annientarle con il ghiaccio spray. Sembra poi che le galline ne vadano ghiotte, ma un pollaio sul balcone non è alla portata di tutti.