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Sab, Giu
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L'invasione delle cimici

Cronaca
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Da qualche anno a questa parte  le cimici hanno provocato danni ingenti ai frutteti e alle colture orticole.
Un’invasione mai vista prima: alla cimice verde si è aggiunta quella grigia/marrone, la Halyomorpha halys detta anche “marmorata asiatica”, una specie aliena ancora più infestante.  Stazionano sui balconi, si posano sulla biancheria stesa ad asciugare e cercano di entrare in casa, favorite dalla loro forma piatta che consente di intrufolarsi anche nelle più piccole fessure.

Avvistata per la prima volta in Emilia Romagna una decina di anni fa, la “marmorata asiatica”, si è rapidamente diffusa in tutta la pianura padana diventando un vero e proprio flagello per l’agricoltura. Non è pericolosa per l’uomo, nel senso che non è portatrice di malattie, anche se è decisamente sgradevole per l’aspetto e soprattutto per l’odore che emana quando viene toccata o schiacciata. In alcuni soggetti questo insetto suscita vere “fobie”, per l’odore e forse anche per l’imprevedibile volo a zig zag che nell’inconscio gli fa assumere le sembianze di un piccolo mostro fuori controllo sempre sul punto di precipitarti addosso.

Tra i principali imputati dell’impennata di questa fastidiosa presenza è l’innalzamento della temperatura che ne ha favorito la proliferazione. La cimice depone uova più volte l’anno, ad ogni covata nascono altri 300 o 400 esemplari.
Per la cimice il nemico numero uno è il freddo. Ecco perché non appena la temperatura si abbassa di qualche grado cerca rifugio negli appartamenti. D’inverno cade in una specie di ibernazione: sembra morta, ma in primavera riparte. Le gelate però sono in grado di stroncarla. Avevano ragione i vecchi contadini quando per la lotta ai parassiti e agli insetti infestanti confidavano nel generale inverno.

Un rimedio su vasta scala ancora non è stato trovato. Le cimici resistono e si abituano anche agli insetticidi e comunque il rimedio di un massiccio attacco fitosanitario è di sicuro peggiore del male che si vuol curare. I ricercatori sono al lavoro per mettere a punto strumenti di lotta biologica. Poi ci sono i metodi casalinghi. Negli alloggi qualcuno le risucchia con l’aspirapolvere, mentre i più coraggiosi le afferrano delicatamente con un pezzettino di carta annegandole nello sciacquone. Altri rimedi sanno più di leggenda metropolitana: lavare i serramenti con acqua e aceto oppure con il solito sapone di Marsiglia. I più tecnologici provano ad annientarle con il ghiaccio spray. Sembra poi che le galline ne vadano ghiotte, ma un pollaio sul balcone non è alla portata di tutti.