Il rapporto tra bambini/ragazzi e tecnologia è ormai un ecosistema onnipresente che influenza ogni momento della giornata.
Secondo un recente studio dell’Università telematica Cusano, l'esposizione inizia sempre più precocemente: il 13,9% dei neonati tra i 2 e i 3 mesi entra già in contatto con qualche tipo di schermo, cifra che sale a oltre il 60% intorno ai 14 mesi. Tra gli 8 e i 16 anni, quasi la totalità dei ragazzi (94%) possiede uno smartphone, usandolo spesso per sostituire attività fondamentali come il sonno, lo sport e la lettura.
Il problema non riguarda solo la durata della connessione, ma ciò che viene sacrificato: 1 minore su 5 dichiara di percepire un eccesso di tecnologia nella propria vita, con punte del 28% tra i 14-15enni. Il tempo online per la fascia 8-16 anni si attesta solitamente tra 1 e 3 ore, ma un significativo 20% della popolazione giovanile supera le 4 ore giornaliere, con 7 ragazzi su 10 che fruiscono costantemente di streaming e social media.
L'indagine evidenzia che la qualità dell'esperienza digitale è più importante del tempo totale trascorso online. Mentre la televisione di sottofondo o l'uso passivo danneggiano le competenze linguistiche, i contenuti educativi guardati insieme a un adulto possono avere effetti positivi. Tuttavia, l'abitudine di usare dispositivi durante i pasti o prima di dormire, diffusa in una famiglia su cinque, aumenta i rischi per la salute.
Le conseguenze di un uso eccessivo sono visibili a diverse età. Nei più piccoli si osservano ritardi cognitivi e del linguaggio, mentre negli adolescenti l'uso prolungato dei social (oltre le 3 ore) è collegato a un raddoppio dei problemi di salute mentale, tra cui depressione e isolamento.