A Nazareth Maria trascorse gli anni più luminosi della sua vita, immersa nella semplicità
Ella visse questo lungo tempo nella fede, affrontando una sottile fatica del cuore, finché a Cana non sollecitò Gesù a manifestare la sua gloria, anticipando quasi l'ora stabilita dal Padre. Con l'inizio della vita pubblica di Gesù, Maria scelse di restare nell'ombra, tornando protagonista solo durante la Passione.
Ai piedi della croce accolse il testamento d'amore del figlio, che la volle madre dell'umanità redenta, e si offrì a Dio Padre in un unico sacrificio insieme a lui, cooperando così all'opera della redenzione attraverso il proprio dolore. In quel momento Maria visse la prova più terribile per la sua fede, assistendo alla smentita apparente delle promesse dell'angelo: colui che doveva sedere sul trono di Davide moriva invece nel fallimento e nell'ignominia.
Eppure, Maria continuò a credere, e proprio grazie a questa fede incrollabile offrì il suo contributo alla salvezza del mondo. Preservata dal peccato ma non dal dolore, la Vergine Immacolata condivise la sofferenza del figlio per poi condividere la gioia della resurrezione e la gloria dell’assunzione.
Maria rimane così la speranza del mondo, il porto sicuro in cui è riposta la fiducia di tutti noi pellegrini in cammino.
Marcello Aguzzi