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Sab, Lug
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Finalmente possiamo riciclare i mozziconi di sigarette?

Società e cultura
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Ogni giorno, quando esco in giardino a buttare la spazzatura nei miei bidoni, osservo il mio vicino di casa intento a fumarsi una sigaretta.

A distanza di sicurezza gli ho chiesto se in questo periodo fuma più del solito e mi ha confermato che è così. Poi mi sono chiesto se non si potevano riciclare queste cicche buttate in RSU o per terra, sulle spiagge: Insomma ho pensato se potevamo fare come per i chewing gum...

Ogni anno vengono prodotti circa 1 milione di tonnellate di mozziconi che, essendo rifiuto non biodegradabile, porta ad evidenti effetti negativi verso l’ambiente, la salute pubblica e l’economia. Un studio pubblicato sul “Tobacco Control Journal” da Schneider e collaboratori riporta come i rifiuti derivanti dall’uso di sigarette rappresentino tra il 22% e il 36% di tutti i rifiuti visibili.

Ho cercato di approfondire l’argomento  e  ho così scoperto la “Terra Cycle” dove  milioni di volontari recuperano le cicche di sigaretta trasformandole ad esempio in posacenere, panchine, pellet. Lo scopo di TerraCycle è quello di eliminare lo spreco, attraverso la creazione di sistemi nazionali di riciclaggio di rifiuti non riutilizzabili o difficile da recuperare. I rifiuti delle sigarette rappresentano il 38% di tutta l'immondizia stradale degli Stati Uniti, secondo uno studio condotto dall'organizzazione no-profit " Keep America Beautiful", mentre Il "Conservancy  Ocean International Coastal Cleanup" ha identificato i mozziconi di sigaretta come l'elemento che rappresenta il 32% di tutti i detriti contati sulle spiagge americane.

Gli aderenti a TerraCycle, chiamati Brigate, puntano alla raccolta di un'unica tipologia di rifiuto, sempre nell'ottica di evitare lo spreco di risorse. Stanno chiedendo ai cittadini di conservare e raccogliere i loro mozziconi, per inviarli alla società di riciclaggio attraverso un sistema di spedizione prepagato, gestito da UPS, attraverso una rete di 398 "punti di raccolta" tra Stati Uniti e Canada. A Santa Fe, in New Mexico, TerraCycle Inc e la Natural Tobacco Co., stanno collaborando per trasformare i mozziconi di sigaretta in pellet, profilati e produrre oggetti come panchine, bancali e traversine ferroviarie. Il quantitativo minimo per ogni singola spedizione di rifiuti di sigaretta è fissato in una libbra (453,6 g) da inviare allo stabilimento di Trenton, per il quale il mittente riceverà 100 "punti TerraCycle". I punti possono essere convertiti in una varietà di doni caritatevoli o per il pagamento di 1 centesimo per ogni punto in opere di beneficienza a scelta del consumatore-fumatore. Le "Brigate" accettano non solo i mozziconi, ma anche il resto dei rifiuti legati alla sigarette: filtri per sigarette, sigarette, mozziconi di sigaro, imballaggi in plastica esterno al pacchetto, carta di rotolamento e cenere, mentre non accettano l'imballaggio di cartone del pacchetto di sigarette in quanto si può riciclare attraverso il normale programma di raccolta differenziata.

Il metodo di riciclo TerraCycle ha deviato miliardi di unità di rifiuti in 20 Paesi usufruendo del lavoro di più di 20 milioni di persone e creando oltre 1.500 prodotti differenti disponibili presso i principali rivenditori, da Walmart a Whole Foods Market. La società si impegna a riciclare i filtri per realizzare quindi una serie di elementi, sia profilati per uso industriale sia oggetti di uso domestico, compresi i posacenere, mentre la carta e il tabacco saranno compostati. Ci sono voluti quasi due anni per sviluppare il processo per riciclare i mozziconi (composti da carta, tabacco, cenere e filtro di acetato di cellulosa) anche grazie ad un sistema veramente geniale.

Ma anche in Italia ci si è mossi trasformando questa tipologia di rifiuto  in substrato inerte, cioè in una base biodegradabile per la coltivazione, da parte dei vivaisti, di piante ornamentali e di arbusti.

Saranno questi gli usi innovativi dei mozziconi di sigaretta gettati dai cittadini di Capannori grazie a un progetto sperimentale, unico nel suo genere in Italia, denominato  "Focus" (Filter of Cigarettes reUse Safely). Focus è promosso dal Centro Interdipartimentale "Enrico Avanzi" dell'Università di Pisa (capofila) in collaborazione con il Comune di Capannori, l'Istituto sugli ecosistemi terrestri del Cnr, il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentarie Agro-ambientali.

A questo proposito ricordiamoci anche del percorso di sensibilizzazione della popolazione verso questo tipo di rifiuto promosso dalla campagna nazionale “No mozziconi a terra” lanciata dalla trasmissione “Striscia la notizia” di Canale 5. Oltre ad una raccolta speciale dei mozziconi  è stato deciso di applicare rigorosamente la normativa nazionale che già prevede multe fino a 300 euro a coloro che gettano le sigarette per terra.

Perché altri Comuni non fanno propria questa campagna, in particolare quelli balneari al fine di proteggere le nostre spiagge? I mozziconi saranno raccolti in appositi contenitori situati in luoghi strategici del territorio in modo da stimolare la raccolta differenziata di questi residui di sigaretta producendo piante autoctone, attraverso tecniche di coltura idroponica, da utilizzare in spazi a verde pubblico. Attraverso l'uso di alghe, si riuscirà a decontaminare le acque di lavaggio dei filtri con contestuale produzione di biomassa utilizzabile per la produzione di energia. I residui di sigaretta dovranno essere prima separati dalle componenti biodegradabili (carta e tabacco) e poi opportunamente trattati per risultare chimicamente e fisicamente adatti all'uso proposto. Ottenuto il substrato inerte adeguato saranno condotte prove di germinazione di molte specie vegetali al fine di individuare quelle che meglio si adattano al sistema. Con queste ultime saranno poi condotte prove di crescita fino al completamento del ciclo vitale. Diverse specie di micro-alghe saranno poi testate sui residui prodotti dal processo ed una volta individuate le specie più adatte, verrà implementato un sistema in grado di abbattere tutti i residui con produzione di biomassa algale che potrà poi essere utilizzata per la produzione di biocarburanti.

Giuseppe Odetto